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Rassegna stampa. Elezioni Sicilia, un coro unanime: “Vittoria”. Ma ecco i numeri reali (con finti trionfi e flop)

Mario Barresi - lasicilia.it

Rassegna stampa. Elezioni Sicilia, un coro unanime: “Vittoria”. Ma ecco i numeri reali (con finti trionfi e flop)

Mer, 13/10/2021 - 16:54

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All’alba di uno spoglio matto e disperatissimo, l’unica in Sicilia a non autoproclamarsi comunque vittoriosa è Romina Lupo. L’aspirante sindaca di San Cipirello era  in corsa da sola. Ma, non essendo stato superato il quorum del 50% di votanti, il comune del Palermitano sarà amministrato da un commissario. «È comunque un buon risultato», sussurra Lupo sui social riferendosi al 39,51% di affluenza.


Tranne lei, hanno vinto tutti. O così dicono. A partire dai trionfali commenti giallorossi. Il Pd, per bocca del segretario regionale Antyhony Barbagallo, si definisce «tonico» per i risultati delle Amministrative e «spumeggiante» in particolare per quello di Caltagirone. E il suo “socio” grillino, il sottosegretario Giancarlo Cancelleri, parla di «risultati entusiasmanti per il M5S in Sicilia». È davvero così? Soltanto in parte. L’alleanza dem-5stelle incassa riscontri positivi, oltre che nella città di Sturzo, piazzando candidati al ballottaggio anche a Favara, Lentini e San Cataldo:   ma ad Adrano l’alleanza è un flop. E sembra difficile ricomporre i cocci a Vittoria per un sostegno pentastellato al dem Ciccio Aiello, che ha sfiorato l’elezione al primo turno. I candidati di Pd e M5S, in versione da separati, sono sconfitti in quasi la metà  dei 13 comuni col proporzionale: Canicattì, Giarre, Noto, Pachino, Porto Empedocle e Rosolini. Il M5S si tiene stretto il bis di Domenico Surdi ad Alcamo, ma perde due sindaci: Ida Carmina a Porto Empedocle e Giuseppe Purpora a Grammichele, espugnata dall’iper-lombardiano Pippo Greco.

A livello di liste regge il Pd, seppur con percentuali molto più basse rispetto ai dati nazionali: fra il 14,6% di San Cataldo e il 5,2% di Adrano c’è un abisso. A proposito: i dem sprofondano (80 voti, lo 0,6%) con la lista a Noto. E per il M5S, quasi mai performante alle Amministrative, va anche peggio: ovunque lontano dalla doppia cifra, con un deludente 5,4% a Porto Empedocle (città amministrata negli ultimi cinque anni) e un desolante 2,5% ad Adrano.
Fin qui i presunti vincitori. Ma anche i presunti sconfitti gongolano. Nel centrodestra esulta FdI per il 17% di Vittoria, a traino del candidato al ballottaggio, Salvo Sallemi, l’unico per cui Giorgia Meloni è sbarcata in Sicilia. Risultato positivo (anche se inferiore al trend del partito in sondaggi e urne nazionali), ma comunque molto distante dai dati di altri comuni. A eccezione di Rosolini e Pachino (15,2% e 14,8%), sono bassi: 8,6% a Favara, 7,8% a Canicattì, 6,1% a San Cataldo, 5,7% a Caltagirone, 5,3% a Lentini, 4,6% a San Cataldo.


Anche la Lega, con il segretario regionale Nino Minardo, rivendica «la crescita consistente dei consiglieri eletti con il nostro simbolo» e il «nostro apporto determinante per molti candidati a sindaco del centrodestra». Questi i risultati del Carroccio nei (pochi) comuni in cui ha presentato una propria lista: 10.5% in una mista a San Cataldo, 5,9% ad Alcamo, 5,5% a Vittoria, 4,1% a Favara, 2,1% a Pachino.


Dice Gianfranco Miccichè, leader regionale di Forza Italia: «Stamattina non mi hanno svegliato con un caffè, ma con un calice di champagne, perché abbiamo preso dieci sindaci su quaranta in Sicilia, un risultato di questo genere non era minimamente atteso. Nei comuni con oltre 15mila abitanti, con la lista di Forza Italia, abbiamo risultati come il 17% di Porto Empedocle, il 15% di Favara l’11% di Canicattì, il 9,5% di San Cataldo, 7,5% di Alcamo, con questi numeri siamo più che soddisfatti». Il “dark side” forzista: 4,3% a Giarre, 4,5% a Pachino, 4,8% a Lentini, 5,4% a Noto.


Anche il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, pianta la bandierina con lo scudo crociato sull’Isola: «In diversi comuni siamo il primo partito, superando il 10%». In quanti? Di certo nell’Alcamo dell’assessore regionale Mimmo Turano, con il 12,2%, e poi solo ad Adrano col 10,5%. Più basso il dato altrove: Noto (8,3%), Favara (7,9%), Porto Empedocle (7,2%), Pachino (4,8%). La media è distante dal 10%.


Da DiventeràBellissima Giusi Savarino sottolinea, «dopo il successo di Ribera», i risultati agrigentini a Favara, «noi prima lista col 10%», oltre all’elezione del sindaco di San Biagio Platani. Nel resto dell’Isola i dati sono in chiaroscuro: dal tonfo di Caltagirone (amministrata negli ultimi cinque anni dal coordinatore regionale Gino Ioppolo, non ricandidato) con il 4,5% e nessun consigliere, fino alla doppia cifra raggiunta a Pachino (11,8%) e sfiorata a Vittoria (9,8%).
In questo quadro s’innesta Totò Cuffaro con la sua nuova Dc. «Dovunque ci siamo presentati con il proporzionale – spiega all’Adnkronos – abbiamo ottenuto grandi risultati Nel comune più grosso al voto, cioè Favara siamo il primo partito, dove dovremmo avere tre consiglieri comunali, dopo il ballottaggio, a Caltagirone abbiamo ottenuto due consiglieri comunali. Uno a Giarre e tre a Terrasini. Insomma, è stato un grande successo». Questi i numeri: a Favara secondo partito (il primo è #Db) con il 10,2%, nella città di don Sturzo il 5,7%, a Giarre 5,4%, a San Cataldo 4,3%. E poi basta. «La Dc è tornata. Ma non è la vecchia Democrazia cristiana di una volta, la vecchia struttura è andata altrove, a Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Questa è formata solo da giovani pieni di ideali», scandisce Cuffaro. Che a Giarre, però, ha chiesto un “aiutino” agli intramontabili acchiappavoti Nino Amendolia e Biagio Susinni.

E pure Davide Faraone, coordinatore regionale di Italia Viva, autoproclama «un ottimo risultato» di una tornata in cui «eleggiamo numerosi consiglieri comunali», definendo «entusiasmante» la riconferma di Giosuè Maniaci a Terrasini. Il simbolo “originale” del partito di Matteo Renzi, nei 12 comuni col proporzionale, è presente, rimpicciolito,  soltanto ad Alcamo in una civica dal 6,8%. Altrove non c’è traccia.
Twitter: @MarioBarresi 

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