VALLELUNGA PRATAMENO -Dall’ex primo cittadino Pelagalli abbiamo ricevuto e pubblichiamo: “Vallelunga si appresta a vivere una nuova campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale e ho ritenuto opportuno scrivere questo post per rispondere ai tanti che in questo tempo (dalla sfiducia ad oggi) mi hanno chiesto di spiegare i motivi per i quali si è giunti alla sfiducia e a coloro che partecipandomi la propria solidarietà mi hanno anche incoraggiato a continuare l’impegno politico per Vallelunga.
Qualcuno potrebbe ritenere che il pensiero che di seguito oggi esprimo sia fuori luogo, tardivo o anche inopportuno ma credo che parlare liberamente o rivolgersi alla coscienza “politica e non” dei miei concittadini possa farsi in qualsiasi momento.
E’ doveroso ricordare che le prossime elezioni fanno seguito al commissariamento del Comune in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Comunale, nella seduta del 23 settembre 2020, della mozione di sfiducia al Sindaco, ove le censure ivi contenute sono state tutt’altro che di natura politica.
La mozione è stata proposta a poco più di un mese dal “semestre bianco” e quindi in prossimità della scadenza naturale del mandato in una seduta dove si sarebbe dovuto approvare il regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti e il conseguente piano finanziario e in prossimità dell’approvazione del bilancio di previsione ove si sarebbero potute destinare le somme dell’avanzo di amministrazione e, quindi, in un momento in cui tale decisione non avrebbe potuto sortire alcun effetto “politico” ma solamente pregiudizio all’amministrazione e, conseguentemente, ai cittadini.
Qualora le censure fossero state, invece, sorrette da valide e coerenti ragioni politiche, sarebbe stato più logico e coerente presentarle molto tempo prima quando, cioè, l’azione politica sottesa alla sfiducia avrebbe avuto giusta ragione e tempo, procedendo ad elezioni anticipate, per produrre gli effetti sperati.
Si è preferito, solo a due passi dalla conclusione del mandato elettorale, inopportunamente il commissariamento del Comune.
A tal proposito invito il lettore che ne abbia interesse a documentarsi sui contenuti della mozione e della risposta del Sindaco che possono essere reperiti nel portale telematico del nostro Comune, così come lascio al lettore ogni valutazione sul comportamento assunto dal Consiglio e per questo invito alla visione della seduta reperibile sul sito fb dell’Amministrazione Comunale.
Dal richiamato contesto emerge abbastanza chiaramente che i Consiglieri, finalmente raggiunto il quorum necessario, e quindi non per ragioni politiche ma per acquisizione di numeri, come peraltro ammesso da un Consigliere durante la seduta, hanno preferito presentare la mozione di sfiducia piuttosto che affrontare e risolvere politicamente le problematiche riferibili all’attività dell’esecutivo o all’azione politica dello scrivente, qualora sussistenti ovviamente, atteso che non ne sono state rappresentate tra le censure contenute nella mozione.
Chi ha concepito e poi approvato la mozione, quindi, l’ha fatto egoisticamente e con la consapevolezza di destinare Vallelunga ad un altro commissariamento, assolutamente incurante in generale dei riflessi sulla cittadinanza, costretta suo malgrado a subire, nel particolare momento di grave contingenza in cui versava e versa non solo il nostro Comune ma l’intero pianeta afflitto dalla pandemia.
Sono fermamente convinto che i Consiglieri che hanno proposto e votato la mozione di sfiducia non abbiano rappresentato con la loro “prepotente” azione i vallelunghesi, avendo realizzato il loro intento per ragioni personali ed essendo palese a tutti che il fine, neppure mal celato, è stato solo quello di colpire la persona e non il politico, con lo scopo di ridicolizzarlo agli occhi dei cittadini per scoraggiare ogni ulteriore e futuro proposito politico.
E’ sufficiente valutare che la mozione è stata proposta anche da chi versava in stato di consapevole incompatibilità, per il mancato pagamento dei tributi locali, che ha portato un consigliere a dimettersi mentre gli altri hanno sanato la morosità la stessa mattina del Consiglio, ed è stata votata anche dal neo Consigliere, insediatosi dopo la “pantomima” delle surroghe, presentatosi non certamente da “persona libera” ma solo per alzare la mano non potendo avere alcuna cosciente percezione dei contenuti della mozione e più in generale di ciò che stava votando.
Questo sintetizza efficacemente quale è stato il valore del livello “politico” espresso dal Consiglio, il valore della qualità etica espresso dai Consiglieri e quale l’interesse perseguito in relazione al ruolo da loro rivestito.
Sono certo che i vallelunghesi terranno tutto ciò in debito conto quando si appresteranno a votare per il rinnovo del Consiglio Comunale!
Ciò premesso, in estrema sintesi e lungi da ogni inutile polemica, posso affermare che l’intento innovativo che la mia amministrazione ha voluto apportare non ha, purtroppo, trovato condivisione con il gruppo di maggioranza, formatosi per sostenere un candidato Sindaco da loro stessi voluto e a cui hanno riconosciuto qualità morali e fermezza di principi a garanzia di un’azione politica destinata al servizio della collettività, e anzi ha dato adito a divergenze di pensiero e conflittualità pretestuose che hanno portato alle dimissioni degli assessori Ricotta, Izzo e Ministeri e alla fuoriuscita dalla compagine di maggioranza dei Consiglieri Tagliarini, Zuzzè, Gulino, Mistretta, Marotta, Pacino e La Greca, poi culminata nella mozione di sfiducia insieme ai consiglieri di minoranza (ad eccezione del Consigliere La Greca).
Non ho saputo accettare le cose che non posso cambiare e non ho potuto cambiare le cose che non ho accettato.
Certo sarebbe stato più semplice presentare le dimissioni e uscire dalla scena politica “dignitosamente”, così come ha fatto chi mi ha preceduto, certamente non per censure personali o politiche, o come hanno fatto i miei “compagni di cordata” di fronte alle asperità del cammino, ma io non avevo nulla di cui vergognarmi o da cui “scappare” e sono rimasto al mio posto, coerente all’impegno e alla responsabilità assunta nei confronti dei cittadini, a difendere “dignitosamente” il mio operato e i miei principi dalle infondate e pretestuose censure.
I fatti, per quanto biasimevoli, inducono a ritenere ai più che l’esodo sia da addebitare alla mia prevalente se non esclusiva responsabilità, tanta è stata la sproporzione (10 tra assessori e consiglieri) ma tutti noi sappiamo che quando un matrimonio naufraga (passatemi il paragone) la responsabilità non è mai da ricercare o da addebitare solo ad una parte.
Abbandonare il progetto di cui sei stato coautore incolpando e addebitandone ad altri il fallimento senza assumerti la propria responsabilità ti evita certamente di giustificare il tuo operato e di spiegare agli altri cosa tu hai fatto o non hai fatto per evitarlo, in fondo è più facile per tutti additare la gobba dell’altro, proprio perché visibile, piuttosto che la propria perché dietro le spalle.
Anche in questo caso lascio ogni valutazione al lettore che ne abbia interesse confidando, in merito, che Vallelunga, come tutti i piccoli centri, ha probabilmente tanti difetti ma ha anche l’indiscusso pregio di conoscerci tutti e sapere di ognuno chi siamo, da dove veniamo, come pensiamo e come agiamo.
Auspico che possa sussistere interesse da parte dei cittadini a dare continuità a un’azione dal forte contenuto innovativo come quella portata avanti in questi pochi anni, ritenendo, coerentemente con i principi e i valori espressi in questo tempo, di aver voluto rappresentare a beneficio dei vallelunghesi l’opportunità di una scelta alternativa a chi propone e continua a proporsi, ormai da tanti anni, sulla scena politica del nostro piccolo comune.
Sono, pertanto, disponibile a continuare il mio impegno politico, ove si rendessero palesi i presupposti di condivisione e convergenza, per cui affido questo messaggio, che non ha alcuna pretesa, a quei cittadini che abbiano la volontà di condividerlo e realizzare un progetto di reale sviluppo socio-politico di Vallelunga avendo come unico obiettivo quello di innovare il contesto politico locale proponendosi come valida alternativa, anche senza la scontata ricerca del consenso elettorale sicuro per vincere le elezioni ma soltanto per assicurare il proprio impegno sociale e politico al servizio della collettività.
Vallelunga è ad un bivio, o si va avanti o si torna indietro.
Vallelunga può scegliere se avere una politica libera, dove chi amministra svolge un servizio per la comunità, dove l’esercizio di un diritto da parte del cittadino non venga fatto passare per un favore e dove si rispettino ruoli e competenze sia politico – amministrative sia tecnico – gestionali, oppure affidarsi ancora a chi si propone e ripropone ormai da anni e che ritiene che la politica o meglio amministrare il Comune sia solo un’ambizione personale da perseguire a ogni costo contando solo sulla certezza dei numeri.
La coscienza e le vicissitudini “politiche” e di altro genere che si registrano negli ultimi tempi, che hanno visto la continua presenza degli stessi protagonisti, induce a ritenere più opportuno proseguire in un percorso di innovazione del concetto stesso di Politica che possa sempre far presente, malgrado i nostri umani limiti, la legalità e la trasparenza dell’amministrazione finalizzata al servizio della collettività.
Spero che ogni cittadino possa avere la visione chiara e completa di quanto è successo in questi anni affinché possa, in scienza e coscienza, fare le proprie valutazioni di merito al fine di affidare il proprio voto a chi coltiva l’aspirazione, attraverso l’impegno politico serio, ad avere come unico interesse quello di rendere un servizio ai propri concittadini e di dare finalmente una svolta verso l’innovazione e il cambiamento culturale a sostegno delle nuove generazioni”.

