I Punti impresa digitale (Pid) delle Camere di commercio in tre anni hanno avvicinato alle nuove tecnologie oltre 350mila imprenditori e gli sforzi messi in campo per favorire la transizione digitale cominciano a dare i primi frutti.
Se la meta’ dei 32mila imprenditori che hanno effettuato finora i test di autovalutazione messi a disposizione dalle Camere di commercio e’ ancora alle prime armi, il 48% ha fatto un passo avanti, risultando Specialista, Esperto o Campione.
Tre anni fa questi risultati erano stati raggiunti da meno del 40% degli imprenditori. Questa accelerazione verso l’uso di strumenti 4.0 da parte delle Pmi, osserva il dossier di Unioncamere, si inserisce all’interno di un generale percorso di crescita della digitalizzazione delle imprese avviato tre anni fa grazie alle politiche di incentivazione messe in campo dal governo e ai servizi di assistenza offerti dalla rete dei soggetti qualificati presenti sul territorio nazionale (Competence center, DIH, EDI, PID) e oggi disponibile sul sito Atlante i4.0 (www.atlantei40.it) promosso da Ministero dello Sviluppo Economico ed Unioncamere.
Il Trentino Alto Adige svetta in cima alla classifica nazionale per livelli di digitalizzazione delle Pmi, avendo un livello di digitalizzazione di 2,31 su un punteggio massimo di 4, contro una media nazionale di 2,03.
Seguono la Lombardia con un punteggio di 2,16 e l’Emilia-Romagna con 2,14.
Le regioni del Sud, in particolare Sicilia (con un livello di digitalizzazione di 1,84) e Calabria (con un livello di digitalizzazione di 1,92), sono fanalini di coda per maturita’ digitale delle Pmi.

