I Fatti del Grillo parlante: “Dona un gioco per un sorriso”

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I MIEI RACCONTI BREVI

“Molto lieto, maritato…Filippo”
“Molto lieto, signorino…Alfonso”
“Ah, omonimo del giornalista”
“Non proprio, quello è Signorini ed è il cognome, io sono signorino come stato civile, il mio cognome è Grillo”
“Capisco, io invece sono maritato come stato civile e Maritato di cognome”
“Oh…mi dispiace, doppia disgrazia”.
Questo il primo incontro tra me e Filippo Maritato, presidente del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano), che accoglie presso la “casa delle culture e del volontariato” un centinaio di associazioni
culturali che operano in diversi ambiti.
Non è che mi convinse molto questo Maritato, anzi, fui pervaso da qualche perplessità…quella barbetta, la pipa sempre in bocca, Il borsello sempre nella mano destra ed un cellulare Nokia del 1998 (forse allora si chiamavano semplicemente telefonini). Ma la cosa più inverosimile fu la sua cadenza dialettale “appena” accennata, che tradiva le sue origini catanesi. Che dico io, dopo cinquant’anni che vive nella città delle donne, neanche un minimo di inflessione nissena? Neanche una doppia T, o semplicemente un: “niente cci fa”…Niente, zero, incontaminato, puro e vergine.
Nel corso di una riunione, viene fuori l’idea, malsana, di organizzare una raccolta di giocattoli usati per poi distribuirli giorno 1 novembre. “Mah!? I bambini si separeranno dai loro giochi?” è stato il mio primo pensiero.
Abbiamo anche coinvolto gli alunni della scuola media G. Verga (“o collaborate o interrogazioni per tutti”, questa è stata la mia velata minaccia).
La risposta è stata incredibile: una valanga di giocattoli si è riversata su di noi, ci siamo lasciati piacevolmente travolgere da questa slavina di solidarietà. Migliaia di giocattoli, ma che dico migliaia…centinaia (esageriamo), hanno invaso la sede del MoVI. “Bedda matri, nun c’è cchiù mancu un pittusu unni mettili, Angeloooo” (Angelo Saracino, prezioso collaboratore del Maritato).
L’intera giornata del 31 “nni squagliò” a selezionare i giocattoli, tutto il giorno immersi tra automobiline, barbie, puzzle e pelouche (per la felicità della mia allergia agli acari). Mentre Marta Bannó, Anita Donisi e Barbara Grillo (my little sister) selezionavano i giocattoli, io e Filippo Maritato (come si evince dalla foto) eravamo dediti al collaudo degli stessi (è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, cit.). Alle 19,00, quando tutto sembrava volgere al termine, fece la sua comparsa, gioioso e allegro, come suo solito, Nello Ambra con 15 scatoloni pieni di giocattoli…“Angeloooo” (nei momenti critici Filippo chiama sempre il suo uomo fidato).
La mattina dell’1, io, Filippo Maritato, Alessandra Raimondi ed Angeloooo, iniziamo a stipare i giocattoli nei nostri mezzi semoventi, sotto una pioggerellina leggera ma “nzurtusa”. Peccato che Alessandra ebbe a dire: “tranquilli si sta allargando”, mai previsione fu più sciagurata. Pioggia ininterrotta ci colse per tutta la mattina. Chissà forse i morti si erano “guastati” perché gli stavamo “livannu u travagliu”.
Il tutto viene rinviato nel pomeriggio, con la preghiera ad Alessandra di non fare previsione meteo alcuna.
I nostri avi nel pomeriggio furono magnanimi, neanche un accenno di pioggia. Allestiamo lo stand in corso Umberto. Si aggiunge al team Giusy Saporito, poi successivamente ci vengono a dare man forte Cristina Russotto ed Angela Pernaci.
I primi due bambini si avvicinano timidamente: “venite bambini, scegliete un giocattolo, sono omaggio” “avete la mano che gira?” “Si certo, tieni” “ma è veramente gratis, non dobbiamo pagare?grazie grazie”. Di li a poco, in circa 2 ore, siamo stati presi d’assalto dai bambini increduli e festanti, ma è stato un assalto piacevole, perché ci ha inebriato e riempito il cuore vedere gli occhi dei bambini illuminarsi di gioia. Sono venuti, su nostro invito, a ritirare dei giocattoli anche alcune associazioni e parrocchie. A fine serata andiamo via “pigliati di friddu” ma soddisfatti.
“Dona un gioco per un sorriso” (il nome che abbiamo scelto per l’evento) rientra nel progetto “Tuttu u munnu è paisi”. Un’esperienza da ripetere quanto prima, magari in occasione delle festività natalizie, ma con l’avallo di Babbo Natale…anzi in settimana gli inoltrerò richiesta, per evitare offese, non vorrei che pensasse “ca ci vulimmu futtiri u travagliu macari a iddu”.
GRAZIE A FILIPPO MARITATO PER AVERMI ACCOLTO NELLA GRANDE FAMIGLIA DEL MOVI, DOVE IL VOLONTARIATO È SOLIDARIETÀ, SPONTANEITÀ E SINCERITÀ DI AFFETTI.
P.S.: “Mammì guarda cosa mi hanno regalato”
“A ccu cciù futtisti?” Seguito da cuzzata.
Immaginavo questa scena, e ridevo da solo, mentre vedevo alcuni bambini dei quartieri più popolari prendere i regali.

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