Nel nisseno, catturava cardellini: denunciato

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Nelle scorse settimane, durante un ordinario servizio di vigilanza antibracconaggio nel territorio agricolo della piana di Gela (CL), alle prime luci dell’alba le Guardie Giurate volontarie WWF di Caltanissetta hanno colto nella flagranza di reato un uomo residente a Gela (G. T., classe 1972) che, utilizzando una coppia di reti di quasi due metri di lunghezza, aveva approntato un impianto mobile di uccellagione destinato alla cattura di cardellini, specie selvatica particolarmente protetta e ricercata per il variopinto piumaggio ed il melodioso canto. L’uomo si era appostato presso un torrente – realizzando un nascondiglio di frasche e ramaglie sotto un ulivo – ed aveva sistemato la rete in modo tale da catturare i piccoli uccelli canori che si fossero avvicinati. Avendolo notato, le Guardie WWF si appostavano nelle vicinanze appurando anche che il bracconiere utilizzava un “richiamo vivo” per attirare i volatili: un cardellino rinchiuso in una minuscola gabbietta appesa ad un alberello, che con i suoi versi “richiamava” altri conspecifici. Inoltre, il bracconiere aveva collocato in prossimità delle reti un altro cardellino usato come “zimbello” vivo: una zampetta risultava legata con uno spago ad un trespolo di legno che veniva fatto oscillare tirando una cordicella, in modo da costringere l’uccellino a svolazzare continuamente, per non perdere l’equilibrio, senza però riuscire mai a liberarsi. Si tratta di una odiosa e crudele pratica molto usata nelle tese di caccia e di uccellagione, in cui i malcapitati uccelli, con i loro svolazzi e continui movimenti, servono a indurre quelli liberi a calare negli appostamenti, attratti da tali frenetici voli; quando è stato recuperato dalle Guardie WWF, il cardellino era stremato ed esausto per il continuo dibattersi delle ali.

Le Guardie Giurate WWF, quindi, contattavano il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Gela per richiederne il supporto; prontamente interveniva una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile e si provvedeva a fermare il bracconiere per identificarlo. Poiché veniva trovato in possesso dell’attrezzatura da uccellagione e dei due cardellini usati come richiamo e zimbello, si procedeva al sequestro penale di cose ed animali; questi ultimi venivano in seguito sottoposti a visita medica da parte dei Veterinari dell’ASP Distretto di Gela, che ne certificavano lo stato di buona saluta e l’idoneità alla immediata liberazione in natura, avvenuta poco dopo in un luogo idoneo.

L’uccellatore gelese, quindi, è stato deferito all’Autorità giudiziaria per varie ipotesi di reato: esercizio dell’uccellagione (previsto l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 2.065 euro), detenzione di specie particolarmente protette (arresto fino a otto mesi o l’ammenda fino a 2.065 euro), uso di richiami vietati (ammenda fino a 1.549 euro) e maltrattamento di animali (arresto fino ad un anno o ammenda fino a 10.000 euro).

“Nel Nisseno come nel resto della Sicilia quelli dell’uccellagione e del traffico di cardellini ed altri fringillidi sono fenomeni di palese illegalità duri a morire – denuncia Ennio Bonfanti, coordinatore del Nucleo provinciale Vigilanza WWF -; tuttora dalle nostre parti vi sono purtroppo numerosi soggetti che, con reti e trappole, si dedicano praticamente tutto l’anno ed ogni giorno a catturare i piccoli uccelli canori. Gli uccelli sottratti alla vita selvatica sono poi venduti in maniera clandestina agli “amatori” ed allevatori, che sono disposti a pagare anche centinaia di euro per un buon esemplare di cardellino dal canto melodioso. Un traffico che si autoalimenta costantemente, per cui non è raro vedere in piena città decine di gabbiette appese ai balconi in cui sono detenuti cardellini ed altri volatili selvatici. Le Guardie del WWF – prosegue Bonfanti – si sono specializzate nella lotta a questo fenomeno di bracconaggio “autoctono”, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e le altre forze di polizia locali: seguendo le segnalazioni dei cittadini e le proprie indagini, gli Agenti del WWF ogni anno organizzano controlli mirati, denunciando periodicamente vari uccellatori e trafficanti”.

Per questo l’Associazione invita la cittadinanza a segnalare alle Guardie WWF – che garantiscono la massima riservatezza nella trattazione delle informazioni ricevute – casi di bracconaggio e ogni attività illecita ai danni degli animali e dell’ambiente e, in generale, tutti quei “crimini di Natura” che minacciano e deturpano il nostro territorio e la sua fauna: maltrattamenti e malgoverno di animali; uso di trappole, tagliole, reti; casi di detenzione/allevamento di specie protette; sbancamenti e abusi edilizi; scarichi inquinanti nei corsi d’acqua; tagli abusivi di alberi, ecc. Si possono contattare i volontari WWF via mail all’indirizzo guardiewwf.caltanissetta@gmail.com o via fax al n. 0934.1936166.

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CHI SONO LE GUARDIE DEL WWF

Le Guardie del WWF sono munite di decreto di nomina rilasciato dalla Prefettura di Caltanissetta, che costituisce titolo di polizia a norma del T.U.L.P.S (Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza). Sono volontari che non percepiscono alcuna contribuzione e svolgono la loro attività a titolo gratuito. Persone spesso scomode, perché ritenute rigorose nel contrastare i peggiori delitti contro gli animali, l’ambiente e la salute pubblica, le Guardie volontarie del WWF Caltanissetta svolgono le funzioni di pubblici ufficiali e di polizia giudiziaria a proprio rischio e pericolo, mettendosi in prima linea anche contro soggetti che abitualmente si dedicano ad attività delittuose. Nella propria attività di vigilanza ambientale, venatoria e zoofila, le Guardie WWF operano in stretta collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze di Polizia; in particolare, recentemente con l’Arma dei Carabinieri il WWF ha sottoscritto uno specifico protocollo di intesa a livello nazionale, firmato dal Comandante Generale Tullio Del Sette e dalla Presidente del WWF Italia Donatella Bianchi, per la collaborazione nelle attività in materia di legalità e tutela del patrimonio naturale.

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