Rassegna Stampa. Differenziata a Caltanissetta, il Comune appellerà la condanna: “Percentuale non rispettata”

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Sarà appellata dal Comune di Caltanissetta la recente sentenza della sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Palermo, con la quale l’ente comunale
nisseno è stato condannato a pagare alla Igm (che gestiva il servizio di raccolta rifiuti in città fino aqualche mese addietro) per avere “illegittimamente decurtato” ben 331 mila euro dai corrispettivi dovuti a causa del mancato raggiungimento della quota percentuale stabilita per la raccolta differenziata, con aggravio delle spese processuali (18.771 euro).
Ad anticiparlo, dopo un colloquio avuto con il sindaco Roberto Gambino, è l’ing. Giuseppe Tomasella, dirigente comunale che a quel tempo intratteneva i rapporti con il gestore del servizio di raccolta rifiuti, e che quando arrivò al Comune di Caltanissetta (era l’ottobre del 2015) riscontrò che il contratto in itinere con la Igm (sottoscritto nel 2013, quando il
Comune prese in carico il servizio dall’Ato Rifiuti) non era stato rispettato relativamente alla quantità di raccolta differenziata. Una percentuale che in quegli anni era irrisoria, quella della raccolta differenziata, e che solo negli ultimi anni ha fatto registrare un incremento.
«Presi atto che l’obbligo del gestore – spiega adesso l’ing. Tomasella (nella foto) – era di garantire sia nel 2014 che nel 2015 la percentuale dell’11% relativamente a carta, cartone e vetro, attraverso la raccolta “porta a porta” negli esercizi commerciali. Disposi pertanto l’applicazione della penale per un ammontare complessivo di 280 mila euro, somma che era stata impegnata nei piani finanziari tassati e che è rimasta a disposizione per utilizzarla in caso di ricorso dell’Igm, cosa che la ditta ha poi fatto rilevando che non aveva predisposto un punto di conferimento del materiale organico e che il Comune non fece una adeguata campagna pubblicitaria per sensibilizzare i cittadini. Il giudice non ha ritenuto fondata la nostra obiezione che la differenziata da effettuare in quegli anni riguardava soltanto carta, cartone e vetro per cui non c’era l’esigenza di un punto di raccolta per l’organico, ed è per questo che ci ha dato torto».
L’ing. Tomasella ricorda poi che la quota di raccolta differenziata successivamente fissata per il 2016 fu del 16% e che in quella massa di rifiuti da separare era previsto pure l’organico prodotto dagli esercizi commerciali, del mercato ortofrutticolo e della “strata ‘a foglia”. «A quel punto – ricorda il dirigente comunale – fu stipulata una convenzione per il conferimento dei suddetti rifiuti con una ditta che opera in contrada Calderaro
per consentire il deposito dell’organico raccolto».
Nel 2017 il Comune di Caltanissetta decurtò dall’importo delle fatture presentate dall’Igm la somma di 280 mila euro per le ragioni sopra esposte, e di altri 51
mila euro per mancato riconoscimento della premialità stabilita dal contratto.
Il Tribunale, nella sentenza, ha affermato che il mancato raggiungimento della percentuale stabilita (dell’11%) non era imputabile all’Igm.

Lino Lacagnina – La Sicilia