“E sedutosi … li ammaestrava”: Prendete e Mangiate… e Bevete (di don Salvatore Callari)

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 In questa domenica  la Chiesa celebra la Solennità del SS. Corpo di Cristo , la seconda persona della SS. Trinità .  Nella denominazione popolare  di chiama “ la festa d’ ‘u Signuri” , ma questa ultima espressione richiama più facilmente “ u  Signuri tuttu”  cioè le tre persone., cioè la SS. Trinità.  La festa di oggi invece ha  più specificatamente  come oggetto Gesù Cristo. e il suo misterioso gesto  col quale  si fa  “ pane e vino” che chiamiamo Eucaristia   E  che è Gesù Cristo, presente sulla terra  anche dopo la sua morte. La Risurrezione lo ha reso  vivo e operante nella sua Chiesa con l’impegno di restarci  fino alla fine del mondo : “ Io  non vi lascerò orfani, resterò  con voi sempre fino alla fine dei secoli “. E uno dei modi  è la Eucaristia. Quello che comprendiamo è che  Gesù è nel pane e nel vino consacrati dalla potestà dei suoi ministri a loro conferita da Gesù ma come avviene non lo comprendiamo. Nella celebrazione della S. Messa , dopo la consacrazione  viene presentato come “ Mistero della fede “. Si  esclude pertanto la piena comprensione . Però  ne vediamo le apparenze , il segno esteriore , e la nostra mente nella semplicità e la forza delle fede ne accetta la presenza, con la sua divinità (  che gli consente la trasformazione )  e con la sua umanità, ( che gli dà la corporeità col pane e col vino) che diventano il suo corpo. E’ davvero bello  e consolante  constatare  come i fedeli entrano in contatto con Gesù nella Eucaristia  e godono  della sua presenza ( vedi Quarantore e Adorazione )  ed esultano per osannarle gioiosamente  ( vedi processioni eucaristiche). Purtroppo qualche grado di sensibilità manca nel riceverlo come comunione( o per l’atteggiamento che si  ha o per la mancata preparazione ) , Credo che siano molti che non hanno  almeno una qualche  sfumata conoscenza della presenza di Gesù nella eucaristia che ricevono e  non tengono in considerazione  la vecchia espressione del catechismo “ sapere e pensare chi si va a ricevere”..  Importante è rilevare che l’Eucaristia  è il più grande “ esemplare” della carità fraterna, della comunione con i fratelli; è la testimonianza di amore di Cristo da imitare  . E non si deve trascurare  che la celebrazione eucaristica, cioè la messa , è il richiamo più forte alle realtà future: “ in essa ci viene dato il pegno della gloria futura”, come dice la Liturgia. Si impone , pertanto una lucida  coscienza della appartenenza e comunione con Cristo e il dovere di realizzarla  anche nel rapporto con i fratelli. Non dovrebbe accadere che “ chi si nutre di Cristo” sia come un albero cattivo che produce frutti cattivi.

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