Perchè venerdì 13 e venerdì 17 sono i giorni più sfortunati dell’anno?

Teorie e leggende sulle origini della superstizione che ha dato vita anche ad una saga cinematografica

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E’ ritenuto il giorno più sfortunato dell’anno, Ma perchè venerdì 13 è così temuto? La paura del 13 è talmente radicata da avere addirittura un nome: si parla infatti di triscaidecafobia, ovvero il timore irragionevole, una paura persistente, anormale e ingiustificata dei giorni venerdì e 13.
Nonostante quello della ‘sfortuna’ sia un concetto non verificabile razionalmente o oggettivamente ciò non toglie che ha condizionato e condinua a condizionare, la vita di molte persone in quel determinato giorno dell’anno e ciò che più incuriosisce è la ‘storicità’ di questa macabra convinzione.
Esitono molte spiegazioni al riguardo, una in particolare risale alla mitologia scandinava: inizialmente c’erano 12 semidei e poi arrivò il tredicesimo, Loki, crudele con gli uomini, così il 13, in quelle terre, è divenuto segno di malaugurio; altri legano la superstizione alla presenza di 13 persone all’Ultima Cena, ed il tredicesimo commensale era Giuda, il traditore.Filippo II, re di Macedonia e padre di Alessandro Magno, fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una propria statua accanto a quelle delle dodici divinità dell’Olimpo, la morte infatti sarebbe stata la conseguenza di questo gesto ‘inopportuno’ agli dei.
Per qual che riguarda invece il quinto giorno della settimana, il venerdì è considerato infausto perché, in quel giorno, Cristo fu crocefisso, Eva tenta Adamo con la mela, ed è il giorno in cui si verifica il Diluvio Universale.
Ma la distinzione tra giorni positivi e negativi era già nota alla tradizione romana, dove si distingueva fra dies fasti, in cui si poteva amministrare la giustizia e nefasti. Il martedì era ‘sfortunato’ tra i Romani perché dedicato a Marte, dio della discordia. Allo stesso modo, si credeva che i figli concepiti di venerdì avrebbero avuto una vita difficile e che gli anni bisestili che cominciavano in questo giorno sarebbero stati catastrofici. 
Origini a parte, la credenza del venerdì 13 come giorno sfortunato è diffusa in tutta Europa e America; in particolare, negli Stati Uniti, in moltissimi grattacieli manca il tredicesimo piano, passando dunque direttamente dal 12esimo al 14esimo. Lo stesso accade a volte per i posti a sedere di alcune compagnie aeree che non prevedono la poltrona numero 13.
La superstizione per il numero 13 ha dato vita anche ad una saga cinematografica ‘Venerdì 13’ per l’appunto. Insomma tanto basta perché venerdì 13 diventi un giorno universalmente temuto, anche se in Italia e in altri paesi di origine greco-latina sono in molti a considerare più “sfortunato” il numero 17. L’origine di questo preconcetto si riconduce all’unione di due elementi estremamente negativi, ovvero il Venerdì Santo, giorno della morte di Gesù, e il numero 17, che come il 13 è considerato sfortunato anche nei paesi anglosassoni.
Anche in questo caso le ragioni della credenza hanno origini antiche: nell’Antica Grecia i seguaci di Pitagora disprezzavano il numero 17 perchè è un numero tra il 16 e il 18; numeri che per loro rispecchiavano perfettamente la rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6.
Nel mondo religioso, invece, nell’Antico Testamento si narra che la data di inizio del diluvio universale sia proprio il 17 del secondo mese e che secondo la Bibbia il 17 sia lo stesso giorno in cui è morto Gesù.
Nell’Antica Roma, invece, sulle tombe era usanza scrivere “VIXI”, ovvero “ho vissuto”, “sono morto”. La supestizione farà sempre parte della cultura dell’uomo ma ci auguriamo se non di rimuoverla del tutto quantomeno di saperla gestire con la giuste dose di ironia.