Dimensionamento scolastico: le precisazioni della scuola Don Milani

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image“La ragione principale che ci ha spinto a rispondere con un nostro comunicato stampa alle notizie divulgate è stata l’inesattezza riscontrata in esse.
In merito alle eventuali ipotesi di dimensionamento messe in atto dall’amministrazione comunale e diffuse a mezzo stampa, corre l’obbligo di precisare alcuni punti, vista la parzialità delle notizie divulgate.
Da qualche anno assistiamo in città ad un calo demografico, elemento che pone alcuni istituti della città in condizione di sottodimensionamento per numero di alunni e che comporterà la perdita dell’autonomia per alcune scuole (che perderanno il dirigente scolastico e la segreteria); ma i dati numerici relativi all’utenza della Don Milani permettono di affermare con assoluta certezza che l’istituto non è in sofferenza, quindi non è del tutto chiaro quale sia la logica che vuole disgregare e impoverire la nostra realtà scolastica storicamente inserita nel territorio, togliendo in maniera indiscriminata il plesso Rodari (e di conseguenza alunni) per assegnarlo alla Vittorio Veneto facente parte del quartiere Angeli. Ci si chiede se queste logiche spartitorie siano realmente a servizio della collettività.
• La scuola Don Milani è un’istituzione scolastica che nel 2017 celebrerà il quarantesimo anno di esistenza nella realtà culturale e formativa della città; essa si è qualificata da sempre come una comunità educante di eccellenza che ha saputo costruire attorno alla sua specificità territoriale e antropologica l’identità degli individui e degli uomini che abitano quel territorio. Il quartiere si è costruito attorno alla scuola, e non viceversa, sviluppandosi ed espandendosi; si è espansa anche la don Milani rendendo necessaria la conseguenziale costruzione del plesso Gianni Rodari che della don Milani è il naturale prolungamento, parte di un unico progetto su un quartiere in crescita.
• Inoltre vorremmo precisare che nella scuola un progetto educativo e pedagogico si dispiega nel tempo e quel tempo corrisponde minimo alla durata del ciclo scolastico che in una logica di istituto comprensivo è quello che inizia alla scuola dell’infanzia e si conclude con il completamento della scuola secondaria di primo grado; dunque un lasso di tempo che copre ben undici anni. Non si capisce come a distanza di soli due anni dall’ultimo dimensionamento in cui la Don Milani ha aggregato la scuola Cordova si ritorni a scompaginare e a sovvertire l’ordinamento avviato solo nel 2014. L’Istituto nel corso di questi ultimi due anni ha avviato progetti didattico-educativi in continuità tra gli ordini di scuola con numerosi progetti in verticale nell’ottica di una pianificazione a lungo termine, ha avviato un’applicazione del curricolo verticale per competenze in attuazione delle indicazioni dell’UE in merito all’applicazione delle competenze chiave europee.
• Importantissimo è sottolineare che non è per niente vero che da un’eventuale e scongiurata disgregazione della don Milani l’utenza non subirebbe danni. Dalla notizia diffusa attraverso mezzi di comunicazione e social network si asseriva che la scuola, l’edificio per intenderci, resterà nella disponibilità degli utenti; questo è vero e nessuno ha mai pensato che volessero portarlo via, smontarlo pezzo per pezzo e ricostruirlo in via Angeli; ma per correttezza e completezza delle informazioni si dovrà chiaramente comunicare all’utenza che il progetto educativo e il percorso pedagogico non sarà certo quello che hanno scelto i genitori quando hanno deliberamente deciso di iscrivere i loro figli alla don Milani. A cominciare dal fatto che a settembre con molta probabilità gli insegnanti dei loro bambini non resteranno nel plesso e andranno via e Francesco, Giulia, Laura e Marco non troveranno più in classe le loro maestre in quanto, come previsto dall’ordinanza ministeriale P.I., il personale docente in caso di accorpamento e ridimensionamento di plessi va in mobilità, facendo perdere così la continuità didattica nei moduli.

Basterebbe quanto detto per capire o meglio far capire ai nostri interlocutori che i nostri alunni, la materia prima, “il prodotto” che trattiamo è talmente prezioso che non può essere ridotto a logiche spartitorie o di mercato rionale. Pertanto ci sembra poco rispettoso della dignità degli alunni e intellettualmente scorretto che il plesso Gianni Rodari possa essere tranciato dalla Don Milani e assegnato alla Vittorio Veneto, quartiere Angeli, diametralmente all’opposto. Le aggregazioni, gli accorpamenti dovrebbero seguire logiche di territorialità, di viciniorietà e di continuità socio-culturale e non di meri calcoli ragionieristici”.

F.to Il Dirigente Scolastico
Prof. Francesca D’Asaro