ROMA – Il presidente eletto della Repubblica Sergio Mattarella ha giurato in Aula Montecitorio. Al suo arrivo è stato accolto da un lungo applauso Tutta l’area attorno alla Consulta e al Quirinale è stata transennata fin dal mattino, con un continuo viavai di mezzi delle forze dell’ordine a due e a quattro ruote. Ad attendere Mattarella all’angolo tra via XXIV Maggio e via della Cordonata un gruppo di suore, che hanno salutato con la mano l’auto del presidente.
LA PREPARAZIONE DEL DISCORSO. Chiuso con i suoi più stretti collaboratori il nuovo presidente della Repubblica sembra voler parlare più con gli atti che con le parole. Certamente il presidente dedicherà una parte del suo intervento alla politica che ha un ruolo essenziale in questa opera di ricucitura del Paese e per questo è certo che Mattarella “sosterrà e incoraggerà” il percorso riformatore. ma si tratta di un problema più ampio nella percezione del presidente: l’Italia è veramente “lacerata” nel profondo, nel suo tessuto sociale e i disagi e le tensioni vanno allentati il più rapidamente possibile. “E le risposte non possono essere solo di carattere nazionale”, spiegano i suoi collaboratori.
Devono essere risposte “europee” per quanto riguarda l’uscita dalla crisi e le strategie ormai inevitabilmente comuni. E addirittura internazionali se si vuole veramente affrontare il problema del terrorismo islamico che Mattarella ha già fatto capire di non sottovalutare. Poi c’e’ ancora la politica: in molti leggono come una sorta di apertura alla pacificazione l’invito allargato a tutti i leader dei partiti che permetterà domani a Silvio Berlusconi di essere al Quirinale, tra i protagonisti della breve cerimonia di insediamento. Il Cavaliere ha preso al volo la mano che gli è stata tesa per un ritorno formale nel palazzo più sacro delle istituzioni dopo gli anni di ruvidi rapporti con Napolitano. e da Forza Italia si accredita una telefonata diretta di Mattarella al Cavaliere. Telefonata che viene smentita da ambienti del Quirinale.
Il Cavaliere quindi ci sarà, Beppe Grillo no. Ha ringraziato Mattarella per “l’invito” ma ha scelto di rimanere fuori dalla scena chiedendo un incontro ufficiale per parlare dei temi cari ai Cinque Stelle. Ci sarà dunque poco politichese e tanta Italia nel discorso che il neo presidente sta elaborando con estrema cura: saranno messi al centro dell’impianto i bisogni e le speranze dei cittadini, squarci di vita reale con le difficoltà segnate dalla crisi. Mattarella cercherà anche di spronare i cittadini, di rianimare l’orgoglio nazionale attraverso iniezioni di adrenalina che curino la malattia della rassegnazione, del “tanto non cambia niente”.
Un discorso ancora da chiudere ma che certamente sarà indirizzato a chi lo ha votato in Parlamento e a chi non lo ha votato perche’ sia subito chiaro a tutti – una sorta di incipit del suo settennato – che quel ruolo di garanzia assoluta che è proprio della presidenza della repubblica sarà il faro del suo mandato al Quirinale. (Fonte ansa.it)

