CALTANISSETTA – Sabato 21 febbraio presso la sala conferenze di Villa Barile si è tenuto il primo incontro Provinciale “La Famiglia che c’è….”.
Dopo i saluti del vice sindaco Marina Castiglione sono intervenuti l’Assessore alle Politiche Sociali Piero Cavaleri, l’Assessore ai Beni Finanziari e Patrimoniali Boris Pastorello, il Presidente Nazionale delle ACLI Gianni Bottalico, il Vice Presidente Nazionale con delega alla famiglia Santino Scirè e il Presidente Provinciale delle ACLI di Caltanissetta
” I dati Istat che fanno riferimento a questi anni di crisi (2008-2012) indicano chiaramente lo stato di difficoltà attuale delle famiglie della provincia di Caltanissetta: oltre la metà di esse (53,9%) ha difficoltà ad arrivare a fine mese, contro il 37,8% della media nazionale. Eppure la nostra provincia possiede capacità “silenti”, inespresse, ma che sono le risorse più importanti per riattivare lo sviluppo e uscire dalla crisi”. Stefano Parisi, presidente delle Acli Caltanissetta, ha fortemente voluto “La famiglia che c’è”, l’iniziativa nazionale che prevede incontri regionali e provinciali anche in Sicilia.
“La famiglia rimane socialmente ed economicamente instabile, sensibile ai cambiamenti e agli eventi negativi improvvisi e mal protetta dalle istituzioni” ha affermato il presidente provinciale delle ACLI di Caltanissetta Stefano Parisi.
“Non vi è alcuna tutela economica e sociale, e l’applicazione del quoziente familiare, da anni invocato dalle ACLI, viene ignorato”
Per l’occasione sono stati illustrati i dati sulla situazione socio economica delle famiglie della Provincia di Caltanissetta, approfondendone anche il posizionamento. Dalla lettura dei dati Istat emerge infatti un quadro preoccupante della realtà sociale delle famiglie siciliane.
Esse, infatti, sembrano vivere al crocevia di traiettorie economiche e istituzionali assai complesse e non di rado contraddittorie. In generale, le famiglie residenti in Sicilia, e in particolare nella nostra Provincia, risultano ancora socialmente vulnerabili e troppo condizionate dalle contingenze. Un ottimo lavoro è stato svolto dal team dell’Area Politiche di cittadinanza, una struttura delle Acli nazionali che si occupa di sviluppare i temi e le azioni riguardanti ambiti – economia, lavoro, welfare, politiche per la famiglia e immigrazione. “Il lavoro già avviato per la Sicilia è complesso e denso di analisi culturali e sociali che non possono essere lasciate nel cassetto una volta concluse- spiega Stefano Parisi – Il nostro obiettivo è registrare la realtà al fine di cambiarla”.
L’innesco per la riflessione e il dibattito dell’ incontro è stato fornito dal dossier Provinciale, realizzato dall’Area Politiche di Cittadinanza delle Acli, ed esposto dal Coordinatore Nazionale Giuseppe Marchese che inquadra la situazione socio-economica delle famiglie (italiane e straniere) sulla base di dati statistici secondari e di propria elaborazione.
”La Provincia di Caltanissetta, infatti, risulta essere una delle Provincie italiane che investe meno nel welfare sociale municipale, cioè nello strumento più adatto a risolvere i problemi che interessano le famiglie popolari. Nell’isola viene spesa in favore di questo tipo di politiche una cifra pro capite molto bassa rispetto alla media nazionale. Tale lacuna, tuttavia, trova una parziale compensazione mediante altri trasferimenti pubblici (es. pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento), – continua il Presidente Parisi- che nel loro complesso costituiscono la principale fonte economica di quasi la metà delle famiglie siciliane. Il risultato è una stratificazione di misure mal calibrate rispetto ai problemi reali: la famiglia siciliana sembra rimanere socialmente ed economicamente instabile, sensibile ai cambiamenti e agli eventi negativi improvvisi e mal protetta dalle istituzioni locali e nazionali. Di conseguenza essa raramente vive in condizioni tali da poter realizzare progetti in grado di andare oltre l’immediato”.

