CALTANISSETTA – L’articolo apparso in data di oggi (16.07.2014) sul giornale LA SICILIA, cronaca di Caltanissetta, con la seguente intestazione” Collegio Arbitrale dà ragione al Comune(di Milena) contro l’ATO Rifiuti” suscita non poco stupore atteso che, la situazione ivi descritta non corrisponde al vero ed è frutto di una lettura, a dir poco superficiale e faziosadel lodo stesso.
Il Collegio Arbitrale invero ha dato ragione all’ATO Rifiuti e non al Comune di Milena stanteche la chiesta condanna al pagamento della somma di 806.707,88 è stata, come l’ATO ha sempre sostenuto sin dall’inizio, rigettata in quanto già riconosciuta nei bilanci 2005-2011 regolarmente approvati. Al contrario è stato pienamente riconosciuto il credito dell’ATO nei suoi confronti al 31.12.2011 proprio di € 132.023,13 oltre interessi legali maturandi.L’affermazione che” il liquidatore avrebbe confessato di dovere corrispondere effettivamente al Comune la somma richiesta” travisa la realtà dei fatti, in quanto il liquidatore ha sempre riconosciuto le anticipazioni corrisposte dal Comune di Milena (anche in occasione dell’approvazione del bilancio al 31.12.2011), ma al contempo ha sempre confermato che esisteva una ragione di credito dell’ATO per il servizio reso superiore alle anticipazioni ricevute in favore dell’amministrazione comunale.
Il Collegio ha unicamente riconosciuto un reciproco diritto a richiedere interessi legali da una parte sulle anticipazioni effettuate in favore dell’ATO dal Comune e dall’altra sui crediti vantati dall’ATO, anno per anno nei confronti della stessa amministrazione da sempre morosa, a saldo del servizio reso. E’ ovvio che a voler calcolare gli interessi legali reciproci, il risultato sarebbe di gran lunga favorevole all’ATO, peraltro sempre creditore dei 132.023,13 euro riportati nel bilancio al 31.12.2011.
E’, pertanto artatamente falsa e tendenziosa l’interpretazione data dal Comune di Milena, che evidentemente deve giustificare l’illegittimità dell’azione incardinata che si è manifestata totalmente inutile, tanto che quanto dichiarato dall’ATO e quanto certificato nei bilanci, è stato riconosciuto dal Collegio arbitrale, che ha sancito così l’inutilità e l’assurdità dell’azione esperita. In ultimo l’affermazione riportata virgolettata dal legale del Comune di Milena, che altre amministrazioni avrebbero dovuto seguire la medesima strada risulta oltremodo paradossale vista l’illegittimità ed inutilità dell’azione a fronte di oltre 50.000,00 euro spesi per la causa in discussione per ottenere la conferma di dati da sempre messia disposizione dall’ATO e da sempre pacifici!!
Sono curiosa di sapere come farà il Comune di Milena a giustificare il superiore esborso nei confronti della collettività e come difenderà l’ulteriore costo della nuova lite incardinata davanti il Tribunale Speciale delle Imprese di Palermo per l’impugnazione del bilancio 2011, che lo stesso Collegio Arbitrale bolla nelle motivazione del lodo come del tutto infondata!
Tanto si doveva per amore della verità
Il Liquidatore
(dott.ssa Elisa Ingala)


