«Mini lager» di animali in casa a Caltanissetta, va a giudizio

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imageCALTANISSETTA – Dal maltrattamento di animali al danneggiamento e le minacce. Passando pure, nella bagarre, per un fitto lancio di uova. C’è tutto questo e tanto altro in un rapporto a dir poco conflittuale tra vicini. Ma questa storia è caratterizzata pure da un’altra variabile: un piccolo esercito di animali domestici tenuto in casa. Una sorta di mini lager, secondo la tesi accusatoria, che ha poi contestato alla donna anche il maltrattamento degli animali stessi. Tutti ad affollare l’abitazione di una pensionata, la settantenne I.A., che adesso si ritrova sotto accusa. Su lei pende quell’ampio ventaglio di contestazioni che sono state fin dal primo momento al centro dell’indagine. Mentre nelle veste di parte civile v’è il suo vicino, G.V. (assistito dall’avvocato Deana Scarpulla) che ne avrebbe subito le conseguenze. Mandando giù – secondo i contenuto della denuncia – bocconi amari.

Accuse, quelle maturate nei confronti della pensionata, sull’onda di una sorta di parapiglia che quel giorno – era l’agosto dello scorso anno – ha fatto correre in zona carabinieri, polizia municipale e volontari di associazioni animaliste.
Tutto è legato, in una visione più generale, ai tantissimi animali che una pensionata settantenne teneva dentro casa, un’abitazione in città, nel cuore del villaggio Unrra Casas. Una quindicina in tutto. In particolare qualcosa come otto cani e sette gatti. Ma tutto ciò che gli animali avrebbero prodotto, escrementi compresi – è la tesi accusatoria – la donna lo avrebbe volutamente scaricato nel cortile comune del piccolo condominio.
È per diverso tempo che quella storia sarebbe andata avanti. Continui battibecchi. Fin quando lo scorso anno la situazione è precipitata oltremodo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’ennesimo scarico di escrementi nel cortile comune. Come altre volte era già accaduto. Almeno secondo la tesi accusatoria. Ma quel giorno la settantenne sarebbe andata oltre. Ben oltre. Rincarando la dose si sarebbe resa pure protagonista di un fitto lancio di uova e cibo per gatti. E la situazione, a quel punto, si è fatta esplosiva. Tant’è che da li a poco sono arrivati in zona carabinieri, agenti di polizia municipale e volontari di associazioni animaliste. È allora che sono stati scovati in casa della donna una quindicina di animali. Che poi sono stati affidati ai volontari. Mentre per la pensionata è scattata la denuncia. Così il suo nome è finito nel registro delle notizie di reato per maltrattamento di animali, minacce e danneggiamento.

(Vincenzo a falci GdS.it)

4 Commenti

  1. Che io metta – attraverso il commento – l’animale cane e l’animale gatto al di sopra dell’animale uomo è una Sua impressione personale.
    Il problema dei randagi e degli escrementi dei randagi è un fuori tema

  2. La “quindicina” di animali in casa descrive il Lager?
    Quanto è grande la casa? Che taglia avevano gli animali? Gli escrementi erano nel cortile condominiale e non in casa, era dunque il cortile condominiale il Lager? Quando nel dopoguerra i nostri nonni vivevano in modeste abitazioni anche in quindici tra fratelli sorelle genitori nonni e magari uno zio nessuno usava la parola Lager, neanche se in casa mancavano i servizi.

    • Faccio i complimenti a uno dei tanti che mettono l’animale al di sopra della persona ,questo spiega per ché la città sta diventando un Cacatoio x cuccioli ,,,, b,giornata.

    • descrive il lager l’ambiente non naturale dove vengono detenuti gli animali, che in natura non sono nati in appartamento, e che autonomamente non costruiscono appartamenti ma tane in luoghi aperti.
      L’umanizzazione degli animali andrebbe punita per legge, non incoraggiata a fini commerciali dai produttori di pappe e cosmetici per animali!

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