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Liberi consorzi, oggi referendum a Gela per dire addio alla provincia di Caltanissetta

Redazione

Liberi consorzi, oggi referendum a Gela per dire addio alla provincia di Caltanissetta

Dom, 13/07/2014 - 13:07

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imageCALTANISSETTA – Oggi gli abitanti di Gela si pronunciano nel referendum legato alla riforma delle province. È il primo comune della Sicilia a muovere questo passo, dopo la decisione del governo regionale di sopprimere gli enti per puntare al risparmio delle risorse. Nello specifico, agli elettori della città del presidente Rosario Crocetta si chiede se sono favorevoli o contrari ad aderire al nuovo libero consorzio di comuni di Catania, per uscire definitivamente dalla provincia di Caltanissetta, malvista perché considerata come una realtà che poco ha dato a Gela, non puntando al suo sviluppo. Ma l’opportunità di cambiare rotta arriva in un momento particolarmente delicato per la città perché cammina di pari passo con la mobilitazione dei lavoratori in difesa della raffineria dell’Eni. In tremila temono per le sorti della propria occupazione e questo rende complicato l’approccio col voto. 

“Sei favorevole ad aderire al libero consorzio di comuni di Catania?”. È questo il quesito sottoposto agli oltre sessantamila elettori di Gela. In città, in queste settimane, c’è stato grande fermento. Numerose associazioni locali hanno tappezzato la città di manifesti e dato vita a volantinaggi nei quartieri, in spiaggia e nei mercati per invitare la gente ad esprimere il proprio parere. Il presidente della regione, Rosario Crocetta, non si sbilancia sul tema, anche se a raggiungere per prima lo step del referendum è la sua città natia. “Sono il sindaco di tutti i siciliani, quindi non mi esprimo nel merito della questione. Mi limito ad augurare buon voto perché ci si appresta comunque a vivere un importante momento di democrazia”.

“La scelta che si accinge a fare Gela è di un’importanza straordinaria – scrive il “Comitato per lo sviluppo dell’area gelese”, promotore della battaglia popolare –  perché dopo 196 anni, due comunità totalmente diverse (Caltanissetta e Gela), lontane tra loro non solo materialmente, ma soprattutto culturalmente e socialmente, si divideranno. La scelta che ci accingiamo a fare avrà conseguenze per le generazioni future. Oggi possiamo scegliere da che parte stare, lo possiamo fare con lo strumento più democratico messo a disposizione del popolo: il referendum”. “Quello di Gela – aggiunge il portavoce dell’associazione Filippo Franzone – diventerà un caso nazionale, cambierà la geografia siciliana, questo potrebbe determinare un effetto domino non solo in Sicilia, ma nel resto d’Italia”.

Il progetto prevede che anche altri comuni dell’hinterland, da Piazza Armerina a Caltagirone, da Niscemi a Licata, possano lasciare le province d’appartenenza per unirsi a Gela. I seggi elettorali sono stati aperti alle 9 e chiuderanno alle 21. Affinché la consultazione sia valida, occorre che vada a votare il 50 per cento più 1 degli aventi diritto, cioè oltre 33 mila elettori.

(Lorena Scimè – Repubblica.it)

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