Avvicinandosi l’estate con la chiusura della scuola materna, come tutti i genitori, ci siamo posti il problema di cosa far fare ad un bambino di tre anni, e fra le tante offerte di privati, ci è sembrato più sicuro e più affidabile un asilo, sotto forma di colonia estiva, gestita dal comune, e che opera nelle scuole comunali della città. In tutta fretta quindi, abbiamo preparato gli incartamenti e pagato la retta, per il cosiddetto “Summertime” o come stato ribattezzato quest’anno “Strummula”, certi di affidare nostro figlio nelle mani competenti e adeguate, di maestre ed educatori.
Ci siamo a breve ritrovati, con un bambino piagnucolante, ed abbiamo attribuito questo stato di cose, semplicemente alla capacità di adattamento di nostro figlio, invece, alla base, c’era molto di più.
C’era in contorno a questa situazione, una disorganizzazione generale, e bambini “parcheggiati”, senza materiale ludico-didattico e con l’assistenza di animatori e dolcissime bidelle che potrebbero fungere da nonne, ma che non avevano i mezzi per far passare il tempo a questi bambini.
Dal terzo giorno, siamo stati informati delle attività esterne che la colonia, organizzava, e alla domanda specifica, se fosse richiesto l’intervento dei genitori, ci è stato risposto, che non occorreva, bastava versare una quota assicurativa e una liberatoria.
Così, muniti di zainetto, tovaglia, acqua, costume e ciabattine, i bimbi (misti per età), circa 40, sono stati dalla scuola, divisi in due autobus e portati al parco acquatico di Caltanissetta.
Peccato che, quel giorno, c’erano diversi grest, colonie, il grest organizzato dallo stesso parco ed una serie infinita di altre persone, con bambini e senza, ad affollare ulteriormente il parco.
Abbiamo in seguito scoperto che, erano solo in tre animatori e forse una quarta collaboratrice, per 40 bambini circa, e considerato che, una buona parte di essi, era costituita da bambini dell’età di mio figlio, quindi, situazione davvero poco gestibile.
I bambini, a detta loro, si sono sparpagliati nelle varie vasche, e poi, richiamati nell’area pic-nic per la merenda.
Qualcosa evidentemente gli è sfuggito di mano, perché nostro figlio, si è allontanato dal gruppo, e per fortuna, avvicinato a una sua compagna di scuola materna, che era lì con la propria mamma.
Gli animatori, dopo aver chiamato a raccolta i bimbi con l’altoparlante, nominando la scuola di provenienza, si sono incamminati nei vari pullman, lasciando lì nostro figlio.
Il pullman con i bambini più piccoli, è partito, mentre il successivo, ha subito un ritardo, perché uno dei bambini più grandi, aveva smarrito la tovaglia.
Cercando così quest’ultima, l’animatore, si è accorto che nostro figlio era ancora lì.
Il lasso di tempo che intercorre fra le due cose, è ciò che rende, ancora più grave l’accaduto.
E’ passato circa tre quarti d’ora.
Per fortuna siamo stati tempestivamente avvisati dalla mamma della compagna ed all’arrivo della responsabile, abbiamo chiesto a lei, di mettere firma, perché non desideravamo più che nostrofiglio, potesse essere ricondotto a scuola da persone che avevano dimostrato una tale negligenza, incompetenza e irresponsabilità nei confronti di un bambino di tre anni.
Nel tempo trascorso, ad un bambino così piccolo, poteva essere successo di tutto, in un ambiente così vario, vasto e pericoloso, in quanto dotato anche di attrazioni e piscine, non adatte ad un bambino più piccolo.
A noi, è finita bene, ma non certo grazie alla struttura comunale che era per noi genitori sinonimo di sicurezza e garanzia.
Fra le varie giustificazioni che le persone responsabili ci hanno fornito, mi è stato detto perfino che, tanto nostro figlio non si sarebbe mai tuffato in piscina, perché responsabilmente quella mattina, aveva bagnato solo i piedini ed era uscito.
Ma noi dobbiamo far affidamento sulla maturità di un bambino di tre anni e non su quella delle persone preposte a prendersene cura?
Ma chi tutela noi genitori, che per problemi familiari, di lavoro o personali, siamo “costretti”, ad affidare i nostri figli, nelle mani di perfetti sconosciuti, che dopo tre giorni, non ricordandone nemmeno i visi, come da loro specificato, li portano indistintamente a fare delle attività che non sono consone e che non possono essere gestite da loro nel migliore dei modi?
Ciò che più fa rabbia in questa storia, è che si sono trovati mille giustificazioni, mille scusanti, e che nemmeno una di esse, fosse plausibile. E’ stata addirittura data la colpa alla mamma che l’ha accolto e se né è preso cura, in maniera dolcissima ed amorevole.
Questo è vergognoso!
Vorremmo capire chi tutela i nostri interessi di genitori e chi tutela i nostri figli.
Vorremmo capire, perché non si usano i mille modi che si hanno a disposizione per evitare che fatti così gravi succedano.
Vorremmo sapere, perché non c’è attenzione e vigilanza, su queste iniziative.
Vorremmo sapere da genitori, perché è successo un fatto talmente grave.
Adesso nostro figlio è sereno, ma nonostante tutto, ha capito ciò che stava accadendo, ed ha capito che l’asilo, lo aveva dimenticato in piscina.
Con tutto cio’, non vogliamo ,ne creare allarmismi, ne tantomeno fare di tutta l’erba un fascio, ma semplicemente che si facesse luce sull’accaduto, affinche’ cose come queste non accadano piu’.
FRANCESCO E MARIA ROSA CASSARO GENITORI.

