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Soppressione pattuglie notturne Polstrada, l’UGL torna alla carica

Redazione

Soppressione pattuglie notturne Polstrada, l’UGL torna alla carica

Lun, 27/01/2014 - 22:59

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20090608123421_inCALTANISSETTA -Le dichiarazioni del comandante della sezione di Caltanissetta, Maria Grazia Milli, sembravano aver chiarito definitivamente la vicenda offrendo un quadro esaustivo e completo della situazione; così non  è sembrato all’UGL che ha fatto pervenire, a firma del segretario nazionale Romano Amico, un comunicato stampa alla nostra redazione che di seguito pubblichiamo integralmente.

È straordinario come il Dirigente della Sezione Polstrada di Caltanissetta, nella finalità ,“a proprio uso e consumo”, di uscire dalla colpevole, anzi dolosa, impasse di aver cancellato la presenza notturna delle pattuglie addette al controllo viario, tenti, con le dichiarazioni comparse sul “Fatto nisseno” del 24 gennaio ultimo scorso, di sgravarsi, ancora una volta e più energicamente, della responsabilità dell’irragionevole determinazione assunta, addebitandone ogni onere al Comandante compartimentale!

Ed è ancor più straordinario come il medesimo Funzionario cerchi di ribaltare la poco edificante posizione che la vicenda in specie gli ha restituito, abbandonandosi allo stucchevole quanto lacrimevole racconto del suo esser donna e poliziotto, delle sue motivazioni professionali, della sua lunga guida alla Stradale nissena, in verità, diciamo noi, piuttosto anonima, a causa proprio dell’attitudine ad incarnare atteggiamenti pilateschi, dei quali abbiamo una memoria piuttosto recente!

Il Funzionario, poi – forse dietro un’incontenibile spinta emozionale, che evidenzia una parzialità di vedute, offensiva della professionalità di tutti quegli operatori della Polizia di Stato che non hanno avuto la “fortuna” di essere stati da questi diretto – arriva ad affermare: “Ovunque io dovessi andare dopo i miei 14 anni qui, non troverò mai più questa qualità. Arrivai da ragazza con funzioni di primaria responsabilità; sono stata fortunata ho avuto e ho, bravissimi collaboratori da cui apprendo e continuo ad apprendere”!

Ci permettiamo noi, allora, di suggerire alla nostra Dottoressa di provare la “qualità” degli uomini delle Volanti della Questura, quegli uomini che oggi sono costretti a svolgere, e lo fanno con grande dignità, spirito di servizio e silenzioso sacrificio, quei servizi che avrebbero dovuto effettuare i suoi pattuglianti, certamente e parimenti qualificati, ma, ahinoi, ai quali è stato ingiustamente concesso di trascorrere “notti serene”!

Ed ancora, consigliamo alla signora Dirigente di rivedere le scelte adottate, alla luce di quell’autonomia gestionale di cui è investita e che, strumentalmente, ha posto alla mercé delle decisioni di quel Sindacato che Ella stessa rappresenta in sede di Consiglio di Disciplina.

Che Dirigente è, se non riesce far valere le sue posizioni, anche su un Capo compartimentale, che, comunque, non può non tener conto delle indicazioni promanate dal territorio? Che Dirigente è,  se, nell’ambito della sua stessa giurisdizione, carica del lavoro più pesante l’articolazione numericamente molto meno consistente, il Distaccamento di Gela, rispetto a quella beneficiaria di certe “esenzioni”, la Sezione di Caltanissetta?

Che Dirigente è, se non distingue una contrattazione decentrata da un esame congiunto e, peggio ancora, se parla di scelte democratiche, che altro non sono se non il prodotto di illegittime procedure, promosse proprio dall’O.S. cui appartiene, da noi appellate in sede ministeriale e prossime alla revoca? La democrazia, diremmo e diremo all’egregio Dirigente, è la nostra, che, in buon ordine subiamo gli effetti di scellerate e illegittime decisioni! La democrazia è dei ragazzi delle Volanti, che, sebbene soffrano di un grave collasso operativo, riescono a garantire sonni tranquilli ai cittadini di Caltanissetta! È a loro che dobbiamo dire GRAZIE, è a loro che deve andare il plauso pubblico per il mantenimento della sicurezza “di prossimità”! E non è certo il Dirigente della Stradale nissena (meno ancora quello di Palermo!), con le sue inopportune autoincensazioni e statistiche, o gli uomini di Canicattì che possono accreditarsi di tale merito!  

Sull’odierna problematica, siamo pronti a contrastare qualunque tema di smentita; faremo valere la giustezza e la giustizia del nostro predicato in ogni Sede a ciò demandata! Ma quel che, in tutta sincerità, ci mortifica è l’insolente arroccamento sulle posizioni intraprese! Non un atto di umile riconoscimento degli errori compiuti! Non una disponibilità ad un confronto davvero democratico! Solo parole, invenzioni lessicali per giustificare l’ingiustificabile! Noi preferiamo i fatti e la correttezza dei nostri percorsi, anche se irti e difficoltosi!

 IL SEGRETARIO NAZIONALE

Romano AMICO

                                                                                     

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