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22 gennaio 2014, tre anni di Cuffaro a Rebibbia: si è difeso ‘nei’ processi non ‘dai’ processi

Redazione

22 gennaio 2014, tre anni di Cuffaro a Rebibbia: si è difeso ‘nei’ processi non ‘dai’ processi

Dom, 26/01/2014 - 12:45

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cuffaro salvatorePALERMO – Mi piace ricordare l’uomo che sta affrontando con coraggio quello che la vita gli ha riservato. l’uomo politico che non si e’ difeso “dai” processi, ma “nei” processi. l’uomo che, con grande dignita’ istituzionale, sta rispettando le istituzioni di Nino Sirchia

Conosco Totò da che vanno i miei ricordi ( mi sarà concesso il tono confidenziale perchè lui stesso ha sempre apostrofato chi lo chiamasse “Presidente”, “Assessore” o “Onorevole” puntualizzando che il suo nome fosse quello… e così gradiva essere chiamato da tutti !! anche da coloro che lo avevano appena conosciuto).
Ne ho sempre apprezzato le sue rare capacità, umane prima e politiche dopo, di sapersi porgere nei confronti della gente senza mai guardare il loro ceto sociale di appartenenza, a prescindere se fossero stati potenti uomini di governo, leeder politici o se fossero stati i più umili della società. La sua capacità di ascolto, la sua capacità mnemonica quasi surreale, il suo pragmatismo e la capacità di assomigliare moltissimo alle parole che pronunciava (cosa ancor più rara tra le persone…figuriamoci in Politica !) lo hanno reso l’Uomo speciale che è.

Quando nel 2001 divenne Presidente della Regione Siciliana ricordo ancora che il suo primo “atto di Governo” fu quello di “spalancare le porte della Presidenza” a tutti i cittadini. Riceveva e ascoltava la gente, che da tutte le parti della Sicilia giungeva per avere un appuntamento con il Presidente della Regione, dalla mattina alle 7.30 (sono famosissimi i suoi appuntamenti mattutini al Cafè Nobel) fino a tarda sera o notte.

Ha sempre anteposto i bisogni della gente (talvolta forse sbagliando) alla sua stessa famiglia. Toto, per il suo modo di vivere la Politica, vista come Servizio “per” e “tra” la gente, si è visto crescere i suoi figli più velocemente di chiuunque altro. Tante “recite”, “partite” o compleanni dei suoi cari lo hanno visto arrivare in ritardo o addirittura “assente” per la dedizione, la passione e per il conseguente tempo che metteva nel suo operato; sottraendolo, fisiologicamente, a quelli che in realtà sono gli affetti più veri e sinceri.

Ma lui era fatto così… uno dei racconti più esaustivi, per descriverne il suo carattere, è quello che lui fece all’indomani del suo matrimomio, ovvero, anzicchè godersi il viaggio di nozze con sua moglie Giacoma (che per amor suo ha acconsentito a queste “invasioni di campo” nella sfera affettiva), accompagnò alla stazione un suo amico che partiva militare.

Questo è Totò. Da leeder politico (in Sicilia l’UDC era l’acronimo di: Unione Dei Cuffariani) ha sempre dedicato tempo e impegno per la creazione di un movimento giovanile vero. Dove i ragazzi venissero seguiti, instradati e indottrinati sul valore della Politica, vista come confronto e scontro leale di idee (lui fu uno degli “ultimi frequentatori della Camilluccia”, ovvero la fucina politica dei giovani DC).

Della sua attività politica, oggi più che mai (considerando il dramma che stanno vivendo le quasi 10.000 famiglie del settore della formazione professionale ), ricordo:

– La spesa totale dei fondi europei e l’utilizzo della premialità delle risorse non spese dalle altre regioni.

– La disoccupazione al minimo storico.-

– Il completamento dell’ autostrada Palemro-Messina (che vide la luce, sotto il suo governo,dopo circa 30 anni di lavori).-

– L’acqua in tutte le case (occorre ricordare che prima del suo governo, ciò che oggi ci pare una cosa ovvia e normale, esistevano, per i più fortunati, i giorni in cui l’acqua veniva smistata a fasi alterne o a fasce orarie tra i quartieri delle città ).-

– La stabilizzazione dei precari (che finalemnte uscirono dal ricatto della precarietà ) della Regione.-

– Le norme più restrittive sull’abusivismo edilizio

– La gestione, alle forze dell’ ordine, di alcune strutture sequestrate alla mafia per sopperire ai continui tagli da parte del governo nazionale e aprire così nuovi presidi territoriali

– L’ attuale struttura e il rifacimento della cucina per i poveri della “Missione di speranza e carità” di Biagio Conte

– La creazione delle 9 stazioni appaltanti affidate a prefetti e questori.

– La dotazione di strumentazione informatica e personale ai Tribunali.

– L’utilizzo dei fondi riservati per aiutare i più bisognosi

– La premialità, ovvero la riduzione dell’Irpef, alle aziende che denuciavano il racket delle estorsioni

– La realizzazione di oltre 259 isole ecologiche in Sicilia, fatte fallire poi dai suoi successori.

Potrei continuare per ore… ma non è questo il luogo per parlare dei successi del suo governo. In questo post, scritto a 3 anni dalla sua detenzione, mi piace ricordare sopratutto l’Uomo: l’Uomo che ripeteva sempre: i poveri hanno sempre ragione… anche quando sbagliano; la mafia si combatte con il lavoro e non solo con gli slogan (che comunque servono a tenere alto il livello di attenzione contro questo schifoso fenomeno criminale). (Fonte www.linksicilia.it)

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