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La lettera. Raddoppio 640: “Dopo due anni aspettiamo ancora le indennità per l’esproprio”

Redazione

La lettera. Raddoppio 640: “Dopo due anni aspettiamo ancora le indennità per l’esproprio”

Sab, 21/12/2013 - 02:12

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CALTANISSETTA – Intendiamo portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica una grave, permanente e plurioffensiva situazione di ingiustizia. Sono passati ormai più di due anni da quando la ditta Empedocle 2 ha espropriato i nostri terreni per la realizzazione dei lavori del raddoppio della ss. 640. Ma ad oggi non sono state corrisposte le indennità a suo tempo concordate, nonostante le ripetute sollecitazioni verbali puntualmente disattese. Non solo. In tutto questo arco temporale la ditta espropriante ha calpestato ripetutamente le normative vigenti, a cominciare da quella antincendio, come dimostra il fatto che nel periodo estivo le zone soggette ad esproprio non sono state opportunamente e preventivamente ripulite. Non è infatti da addebitare al caso il verificarsi di diversi episodi di incendio, a causa dei quali sono stati causati gravi danni alle piantagioni limitrofe. Tant’è vero che il corpo forestale ha contestato alla ditta le relative infrazioni. Alcuni di noi hanno presentato tempestivamente querela presso gli uffici competenti dell’autorità giudiziaria. E ancora: tra i pregiudizi subiti annoveriamo anche la negazione del diritto di asportare beni mobili presenti sui fondi, diritto che il Testo Unico sugli espropri accorda ai proprietari. Al contrario la ditta espropriante ha provveduto ad asportare piante di olivo secolari da destinare a improbabili opere di compensazione, trasformando di fatto l’atto di esproprio in un illegittimo provvedimento di confisca. Denunciamo a tal proposito anche un ostinato e prepotente atteggiamento di chiusura verso ogni richiesta di informazioni o garbate proteste verbali e scritte. A rendere maggiormente odiosa l’esperienza dell’esproprio e le sue conseguenze di carattere anche affettivo è appunto la mancanza di rispetto delle regole e di ogni comportamento collaborativo da parte della ditta espropriante. Si ha la sensazione di parlare al vento ricevendo in cambio, il più delle volte, risposte scortesi. Si tratta di una situazione oggettivamente esasperante che, per molti dei soggetti interessati, sta avendo pesanti ricadute negative anche da un punto di vista psicologico. Preme ancora segnalare che la ditta ha deviato il corso dei torrenti presenti nella zona, contravvenendo a quanto prescritto dal comitato tecnico di valutazione dell’impatto ambientale e anche dal CIPE. A ciò si aggiunga che durante il periodo di afa estiva, a causa dei lavori e soprattutto della mancata osservanza della normativa vigente in materia di protezione ambientale, si è spesso verificato l’innalzarsi di consistente polvere che provocava tra l’altro serie difficoltà respiratorie ai residenti. Anche per questo stiamo valutando l’opportunità di promuovere una class action. In ogni caso, al di là delle azioni legali che esperiremo nelle varie sedi giudiziarie, non possiamo notare con amarezza come in questo territorio si parli troppo spesso di legalità, ma si finisca troppo facilmente col calpestare la legge. A tal proposito chiederemo nei prossimi giorni un incontro con il prefetto.

Michele Panzica

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