CALTANISSETTA – A chiedere l’esame testimoniale di Napolitano è stato il legale di Salvatore Borselino, fratello del giudice ucciso, che si è costituito parte civile al processo. La corte ha escluso che la testimonianza possa incentrarsi sulle confidenze che mancino avrebbe fatto al Capo dello Stato nel corso di alcune telefonate intercettate dalla Procura di Palermo durante l’indagine sulla trattativa Statomafia. I giudici hanno ritenuto “manifestamente irrilevante” l’eventuale testimonianza sul punto, sottolineando, inoltre, che un’eventuale ammissione avrebbe potuto pregiudicare la riservatezza delle conversazioni del presidente della Repubblica. Diversa la valutazione della Corte sugli altri argomenti sollecitati dalla difesa di Borsellino nella sua istanza istruttoria: il Capo dello Stato, dunque, verrà sentito su quanto a sua eventuale conoscenza sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, sulla sostituzione ala guida del ministero dell’Interno, nel 92, di Vincenzo Scotti con Nicola Mancino e sulle difficoltà che incontrò in Parlamento, nel 92, la conversione del decreto legge sul carcere duro. Tutte circostanze che il Capo dello Stato avrebbe appreso nella veste di presidente della Camera che rivestiva negli anni delle stragi mafiose del ’92 e del ’93.
Napolitano non è l’unico politico chiamato a deporre. Lunghissimo l’elenco dei testimoni che deporranno al processo Borsellino quater che si è aperto oggi a Caltanissetta. La Corte d’Assise ha sostanzialmente ammesso tutte le richieste istruttorie di pm e delle parti: solo la Procura aveva inserito nella propria lista testi 300 persone. Tra i politici saliranno sul banco dei testimoni l’ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, gli ex ministri dell’Interno e della Giustizia, Nicola Mancino e Giovanni Conso, e l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato. Ammessa anche la deposizione dell’attuale capo dello Stato, Giorgio Napolitano. La corte ha citato a testimoniare, inoltre, l’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, diversi esponenti delle forze dell’ordine e dei Servizi e magistrati come Ilda Boccassini e Annamaria Palma, che all’epoca della strage costata la vita al giudice Borsellino, erano in servizio a Caltanissetta. Sul banco dei testi anche numerosi pentiti, tra i quali Giovanni Brusca e Gaspare Spatuzza. (ANSA).

