CALTANISSETTA – Anche nell’articolo a firma di Rosamaria Livecchi, comparso su La Sicilia del 16 scorso, l’Assessore Milazzo non ha perso l’occasione per fare il “primo della classe”. Infatti, comportandosi più da tecnico che da politico, continua ad asserire che il mio “progetto” è sbagliato. Allora e brevemente: intanto il mio non è un “progetto” ma, come mille altre volte ho dichiarato, la richiesta di assegnazione di un’area per la realizzazione di 104 alloggi di edilizia convenzionata da costruirsi a cura di un’impresa locale già assegnataria del relativo finanziamento.
In merito, la disciplina vigente dispone che l’area sia individuata ed assegnata dal Comune e solo quando tale scelta sarà definita potrò dare corso alla progettazione: fino a quel momento c’è solo una proposta di localizzazione, per altro anche in linea con la “carta dei rischi” tanto cara all’Assessore, che mi pento amaramente di aver avanzato per eccesso di zelo.
Allora, l’Assessore Milazzo svesta i panni del tecnico (e, notoriamente, noi siamo molto critici nei confronti del colleghi) e, vestendo quelli politici che gli competono per la carica che occupa, mi dica se l’Amministrazione di cui fa parte intende o no consentire l’uso dei finanziamenti regionali, se intende o no consentire la realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata e, in caso affermativo, se intende o no procedere ad assegnarmi un’area nel rispetto della legge.
A questo punto, però, gradirei che a rispondere fosse il Sindaco, titolare della paternità politica di questa Giunta, che fin’ora stranamente non ha profferito parola in merito. Perché ha abdicato al suo ruolo in favore dell’Assessore, perché si è imposto (o gli è stato imposto) di ignorarmi o per quale altro oscuro motivo?
Aggiungo, per l’ennesima e spero ultima volta, che non m’interessa se l’area è nel centro storico o dove, mi si perdoni l’improprio richiamo, Gesù perse i sandali. Mi sta bene qualunque parte della città: se ce ne sono disponibili nell’ambito dei “piani di zona” bene oppure, in caso contrario, la scegliessero nell’ambito di quelle residenziali a suo piacimento. Il resto sono chiacchiere stucchevoli che, francamente mi hanno stancato e persino un po’ irritato, costringendomi a condurre una non desiderata “crociata”.
Arch. Gregorio Geraci
N.d.r.: in allegato l’articolo della “Sicilia” del 16-03-2013 La Sicilia

