MUSSOMELI – Mentre lo Iacp continua a latitare, evidentemente troppo impegnato per effettuare un sopralluogo tecnico nelle palazzine di via Leonardo da Vinci il cui piazzale continua a sprofondare a vista d’occhio e le mura di contenimento a cedere, l’amministrazione comunale di Mussomeli, allarmatissima, ha preso i primi provvedimenti formali. Chiusa al transito con ordinanza la sottostante via Leonardo Sciascia, che continua a “gonfiarsi”: il manto stradale è vistosamente sollevato a seguito del movimento franoso in atto. Si teme che un malaugurato crollo delle mura di contenimento (spaccate in più punti e avvallate), possano travolgere sventurati passanti e automobilisti. Tale via ha un’importanza strategica perché consente, oltre all’accesso ai residenti nelle villette sottostanti, l’accesso ai pullman che trasportano gli studenti alla cittadella degli studi che ospiti cinque scuole superiori. E’ stato quindi ripristinato il doppio senso di circolazione nell’originaria via di accesso alla cittadella degli studi, da anni percorribile soltanto in uscita. Domani inoltre alle 10, è previsto un tavolo tecnico con lo Iacp, il Genio civile e la Protezione civile per decidere il da farsi e quali provvedimenti tempestivi mettere in atto per arginare l’ampio fronte di frana e quindi evitare il peggio. Gli amministratori comunali insomma temono un crollo che potrebbero travolgere tutti e tutto. A tale proposito ieri è stato operato un censimento dei residenti nelle palazzine dello Iacp, dove vivono ben trenta famiglie e quindi almeno un’ottantina di persone, per approntare un piano di evacuazione nel caso dovesse succedere il peggio. In mattina è stato anche effettuato un nuovo sopralluogo da parte dell’assessore alla Protezione civile Enzo Nucera, dall’ingegnere capo dell’Utc Carmelo Alba e dall’ing. Salvatore Mantio (consigliere comunale). “I tecnici –dice Nucera.- escludono interessamenti alle strutture che poggiano su palificazioni, ma è chiaro che nessuno dorme sugli allori ed abbiamo approntato un piano di Protezione civile”. Nucera ha fatto di più, e nella mattina di ieri ha telefonato personalmente alla Protezione civile chiedendo un intervento urgente. Il tavolo tecnico in agenda per domani, dovrebbe fornire maggiori ragguagli e, si spera, formali rassicurazioni ai residenti nelle palazzine ed ai residenti nelle sottostanti villette private. Sempre ieri mattina, un residente, Flavio Lo Manto, padre di tre figli, s’è recato in Comune per chiedere di essere traslocato in altra sede. “Di notte –ha detto Lo Manto- sento rumori e scricchiolii continui, e stante che anche la via Leonardo da Vinci comincia a cedere, temo che qua crolli tutto e io voglio andarmene perché alla mia famiglia ci tengo”. Insomma è allerta massima, ed era ora, per il futuro delle palazzine dello Iacp e zona sottostante, dove il movimento franoso in atto è attivo da almeno 6-7 anni, quando questo giornale cominciò a segnalare ed a documentare, le prime inquietanti spaccature nei muri di contenimento e l’avvallamento del piazzale. Da allora sono stati messi in atti provvedimenti tampone che hanno prodotto lo sfacelo odierno. E quella zona oggi sembra un quartiere bombardato di Bagdad.
a

