CALTANISSETTA – La gente é stanca, viviamo in una città che non sentiamo più nostra.
Tutto ci sta fuggendo di mano, sono spariti, lo sa chi come me vive a Caltanissetta da oltre 50 anni, importanti punti di riferimento.
La consapevolezza che Caltanissetta é segnata ad un triste destino è evidente.
La de-localizzazione del Centro Storico, la scomparsa di esercizi commerciali, a mia memoria sempre esistiti, l’emorragia di posti di lavoro e la totale mancanza di possibilità occupazionali future, sono inequivocabili segnali.
Colpevole è la mancanza di politiche locali adeguate al momento contingente.
Colpevole è la continuità con il vecchio modo di fare “politica”, che non ha certo riferimento nel bene comune. I più deboli sembrano destinati all’abbandono e all’anonimato, se si prova a segnalarne il disagio si è accusati di muovere attacchi politici strumentali.
La cosa più triste, che mi suscita sconcerto e sconforto, é la sfiducia nel domani …..la si evince dalla convinzione di tantissimi nisseni che pensano al non voto e alla seria possibilità di cambiare aria.
Mi infastidisce e nausea vedere i soliti protagonisti della vita politica cittadina, che di certo hanno contribuito al disastro, affannarsi alla ricerca dell’ennesimo voto acquisito che……..servirà per ripagare un piccolo favore , per richiederne un altro o per estorcere il voto con una falsa promessa.
Occorre un cambiamento culturale profondo, si dice sempre, ma occorre che sia rapido, Caltanissetta non può più aspettare.
Mi sentirei di avanzare, per ciò che riguarda le politiche sociali, proposte attuabili e migliorative, partorite da anni d’impegno e di lavoro sul campo.
Ma…. aspetterò il momento opportuno, occorre infatti che ci sia la condivisione e l’accettazione di politiche amministrative che abbiano interesse alla crescita ed allo sviluppo e che tengano conto dell’assunto che nessuno può essere abbandonato in solitudine al suo triste destino.
Maurizio Averna

