L’intervista a Salvatore Cardinale: “Orgoglioso di presiedere la sede che fu di Borsellino, Livatino, Costa e Saetta”

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CALTANISSETTA – Una Corte d’Appello “eccellente”. Così è sempre stato definito l’ente che racchiude al suo interno il distretto giudiziario nisseno e che riesce sempre a ottenere buoni risultati nonostante le numerose difficoltà, quali ad esempio le carenze d’organico di magistrati e personale amministrativo, con cui devono confrontarsi gli addetti ai lavori. Quello nisseno è un territorio caratterizzato dalla presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso che cercano sempre di esercitare il loro predominio. Negli ultimi tempi, inoltre, si è parlato della sopravvivenza della Corte e dell’eventuale accorpamento di altri territori e tribunali situati in zone limitrofe, anche se ricadenti in altre province. Di tutto questo abbiamo discusso con il presidente della Corte d’Appello Salvatore Cardinale.

La Corte d’Appello nissena è sempre stata un esempio di eccellenza. Questo dato è stato confermato nell’ultimo anno?

“I risultati, come ha confermato il rapporto del Ministero della Giustizia, sono molto soddisfacenti. Nel settore civile si è registrato un aumento dei procedimenti sopravvenuti, sono stati circa 4.000 fra il luglio 2010 e il giugno 2011, e quindi abbiamo incontrato maggiori difficoltà nello smaltire i carichi pendenti. Nel settore penale il discorso è diverso perché i termini di prescrizione e di custodia cautelare ci impongono di privilegiare la conclusione di questi processi, basti pensare che su circa 1.000 processi soltanto 43 sono andati in prescrizione”.

Quali difficoltà state incontrando?

“Le difficoltà sono legate innanzitutto alle carenze di organico dei magistrati. E questo è un problema che colpisce tutti gli uffici, sia giudicanti che requirenti del nostro distretto, che comprende i tribunali di Gela, Enna e Nicosia. La Corte d’Appello ha un organico di appena 10 consiglieri e non è un numero sufficiente per venire incontro alle esigenze di velocità e smaltimento dei processi. Se poi pensiamo a uffici come la Procura di Enna,a dove su 4 sostituti in organico si è registrato un vuoto di tutti e quattro i posti con il solo procuratore capo Calogero Ferrotti a reggere tutta l’attività, si capisce quale situazione stiamo attraversando. Quello del personale amministrativo è un altro problema; da parecchio tempo non vengono effettuate assunzioni e non sono previsti concorsi in tempi brevi. Il risultato è che chi lascia il posto, o perché va in pensione o per altre ragioni, non viene sostituito”.

Un caso a parte sono il Tribunale e la Procura per i minorenni…

“Si tratta di uffici importantissimi, ma con un di magistrati previsto dalla pianta organica che è molto esiguo. Oltre al presidente del Tribunale, ci sono tre posti di giudice, mentre la Procura deve affidarsi al procuratore e a un solo sostituto in organico. Al momento i posti sono tutti occupato, ma dobbiamo considerare che la competenza di questi uffici ricade, oltre che sulla provincia nissena anche su quella di Enna. E nel nostro distretto abbiamo una poco invidiabile esclusiva, ovvero quella di avere diversi minorenni imputati per associazione a delinquere”.

Sia lei che il Procuratore generale avete chiesto un ampliamento della pianta organica…

“Esatto. Abbiamo chiesto un aumento dei magistrati in servizio in tutti gli uffici, ma purtroppo la risposta è sempre stata la stessa: mancano le risorse economiche per avviare progetti del genere”.

Parliamo dei reati commessi nel distretto…

“Fra il luglio 2010 e il giugno 2011 sono stati commessi 10 omicidi nel nostro distretto, il doppio rispetto all’anno precedente. Di contro sono diminuiti i reati di associazione a delinquere; si tratta di un dato importante, ma ciò non significa che non vi siano criticità. E’ una situazione che va monitorata e in questo senso le Procure del nostro distretto sono molto attive. Posso dire che sono aumentati i reati contro il patrimonio e questo, purtroppo, è una conseguenza del disagio economico che sta investendo tutto il Paese. Sono in aumento i reati di stalking e in questo senso posso dire che ci ha molto aiutato l’introduzione di questa nuova tipologia di reato, che in passato veniva spesso derubricata in quella di molestie. Adesso c’è molta più percezione di giustizia, da parte delle vittime che si sentono più tutelate e quindi incoraggiate a denunciare eventuali comportamenti persecutori di cui vengono fatte oggetto. E non sono soltanto le donne a subire queste persecuzioni, ma anche gli uomini”.

Cosa può dirci sui fenomeni estorsivi?

“Il racket del pizzo è sempre collegato alle attività mafiose ed il fenomeno è sicuramente attuale sul territorio di tutto il distretto, vista la presenza delle famiglie mafiose non solo nel nisseno, ma anche nel territorio ennese e i collegamenti con le cosche di Palermo, Messina e Catania. Negli ultimi anni, però, si sono avuti dei segnali positivi da parte degli imprenditori. Sono nate nuove associazioni antiracket, Confindustria nissena ha avviato delle iniziative importanti e si tratta di iniziative che è giusto incoraggiare. Se un solo imprenditore denuncia inevitabilmente viene lasciato solo, ma se sono in tanto ad unirsi nel dire “no” alle estorsioni allora le cose cambiano. Purtroppo c’è ancora chi preferisce far finta di niente e pagare perché in quel modo è convinto di avere tranquillità e di essere lasciato in pace ed è una mentalità che bisogna cercare di cambiare”.

Si è sempre parlato della soppressione della Corte d’Appello di Caltanissetta. Cosa ci dice?

“Sento parlare di questo argomento dall’88, quando venni qui per la prima volta con l’incarico di sostituto procuratore generale. Io non credo che la nostra Corte d’Appello corra rischi. Si parla della chiusura del Tribunale di Nicosia, ma anche in quel caso rimarremmo con tre tribunali, ovvero il minimo previsto per mantenere in piedi il distretto. Ma noi stiamo lavorando per far si che il Tribunale di Nicosia resti in piedi; stiamo valutando se sia possibile l’eventuale accorpamento di alcuni comuni delle Madonie limitrofi al circondario di Nicosia. Riteniamo importante che il territorio di Niscemi ricada all’interno del circondario del Tribunale di Gela e bisogna vedere se sarà possibile estendere le competenze del nostro distretto ad alcuni comuni dell’agrigentino. Ritengo che le ripartizioni geografiche ormai siano cadute, mi sembra più importante pensare a creare realtà omogenee che garantiscano una giustizia efficiente ai cittadini”.

Un’ultima riflessione sul suo incarico…

“Quando presentai la mia candidatura a presidente di questa Corte, insistetti particolarmente sul fatto che conosco questo territorio e intendevo lavorare per migliorare tutta l’attività. Sono legato a questa sede, anche perché questa è la Corte d’Appello di Paolo Borsellino, che fu pretore a Barrafranca, di Rosario Livatino, che fu uditore giudiziario a Caltanissetta, di Gaetano Costa, che fu procuratore capo sempre a Caltanissetta e Antonino Saetta che ricoprì l’incarico di presidente di sezione del Tribunale”.

Vincenzo Pane