Disoccupazione, a Caltanissetta giovani under 35 fuori dal mercato del lavoro

0

CALTANISSETTA – In provincia di Caltanissetta i giovani sono sempre più distanti dal mondo del lavoro. La conferma arriva dal recente rapporto nazionale dell’Ufficio studi della Confartigianato, dal quale si rileva come negli ultimi tre anni gli occupati sotto i 35 anni sono diminuiti in tutta Italia. Ma se a livello nazionale la disoccupazione delle persone fino a quell’età si attesta al 15,9%, va molto peggio al Sud dove il tasso medio sale al 25,1%. E nel Nisseno raggiunge addirittura il 33,9 per cento, vale a dire che un giovane under 35 su tre è fuori dal mercato del lavoro.

Per la precisione, in fatto di occupazione, la provincia di Caltanissetta è al quart’ultimo posto tra le 110 province italiane, con un tasso di senza lavoro che raggiunge la vetta del 60,4% tra i giovani dai 15 ai 24 anni, e del 24,5% tra i 25 ed i 34 anni compiuti.

Nella classifica delle province stanno peggio soltanto Carbonia-Iglesias, maglia nera con il 38% di under 35 in cerca di occupazione, Agrigento con il 35,8% e Palermo con il 35,7%. In Italia la provincia più virtuosa è Bolzano, dove il tasso dei giovani senza lavoro è appena pari al 3,9%, seguita da Bergamo (5,6%) e Cuneo (5,7%).

Il rapporto della Confartigianato mette comunque in luce un peggioramento della situazione anche per gli adulti, dove la quota nazionale di inattivi tra i 25 ed i 54 anni arriva al 23,2%, a fronte del 15,2% della media europea, e anche in questo caso in Italia è aumentata dell’1,4% tra il 2008 e quest’anno.

«Questi dati preoccupanti – commenta il Presidente provinciale della Confartigianato, Tarcisio Beniamino Sberna – dimostrano che siamo in piena emergenza occupazionale, acuitasi negli ultimi tre anni a causa della crisi economica. E proprio i giovani che oggi non trovano un lavoro pagano il prezzo maggiore, senza prospettive certe per il loro futuro. Serve un maggiore impegno per le nuove generazioni, soprattutto abbassando il costo del lavoro a tempo indeterminato, perché anche il precariato – in una fase economica come quella attuale – non li aiuta. E sappiamo che la mancanza di un lavoro può immettere i ragazzi nella brutta strada della delinquenza e della criminalità. Una soluzione per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è rappresentata dall’apprendistato, e proprio l’artigianato è il settore con la maggiore vocazione all’utilizzo di questo contratto. Perché da un lato i giovani potranno trovare nuove vie per imparare una professione, dall’altro le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità».