Sicilia, Pagano: “Sit-in Lega contro sfratto San Cataldo, intervenga Musumeci”

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PALERMO – “Quanto accaduto questa mattina a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, è indegno di un Paese civile e di uno Stato di diritto: una famiglia di agricoltori è stata brutalmente sfrattata, letteralmente buttata per strada con un incredibile dispiegamento di forze dell’ordine, neppure si trattasse di un boss mafioso.

La propria abitazione è stata prima pignorata e poi svenduta in un’asta giudiziaria a un decimo del suo valore, mentre due fratelli sono stati pure fermati e, poi, successivamente rilasciati, perché si erano opposti a questa ingiustizia. Il tutto mentre c’è una richiesta di sospensiva dell’esproprio, con udienza fissata tra meno di un mese, e nessuno inoltre ha battuto ciglio sulla svendita dell’immobile, alla quinta asta, a un prezzo irrisorio di 11 mila euro. Non solo. La beffa è che questa famiglia vanta crediti con la Regione a causa del mancato arrivo dei contributi comunitari per l’agricoltura cui avevano diritto da anni.

Da qui derivano le difficoltà economiche, e quindi il debito verso la banca, per le quali questa famiglia non è più riuscita a pagare le ultime rate del mutuo. Ma si può sopportare tutto ciò nel 2017? Mattarella, Grasso, Boldrini, Gentiloni dove siete? Confidiamo in una presa di posizione del governatore Musumeci affinché aiuti a sbloccare positivamente questa vergogna.

Sabato mattina alle ore 11, insieme a tanti amici e simpatizzanti della ‘Lega-Salvini Premier’ e a chiunque altro vorrà unirsi, organizzeremo un presidio permanente di fronte la casa oggetto dello sfratto, perché venga subito esaminato un provvedimento di sospensione. Di certo è che, ancora una volta, abbiamo avuto la conferma che in Italia comandano le banche, mentre i clandestini hanno più diritti degli italiani. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze: stop agli sfratti della povera gente, stop allo strapotere delle banche”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega, segretario regionale Sicilia occidentale.

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