Caltanissetta, Officine Polo Civico prendono le distanze da Ruvolo: “Disaccordo sulla rimodulazione delle deleghe, non c’è ponderazione”

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Chi dovrebbe interpretare i bisogni e attuare le azioni necessarie per migliorare le condizioni di vita delle comunità territoriali?

Il Polo Civico è un movimento politico nato col presupposto di favorire una partecipazione diffusa senza verticismi o leaderismi e per dare casa ai tanti cittadini che gratuitamente e con senso di responsabilità hanno voluto impegnarsi per il bene della propria comunità. Attraverso le “officine della partecipazione” si è composta una struttura per limitare l’individualismo o l’incoerenza dei singoli rappresentanti istituzionali, disarticolare il sistema della “delega in bianco”, proporre un sistema di cittadinanza attiva e cooperante, dialogare con movimenti e partiti per la costruzione di una “casa comune” che ponesse al centro il cittadino, soprattutto il più bisognevole: con questi presupposti, si è sottoposto al voto popolare.

Il Programma politico di “Alleanza per la Città” aveva queste priorità: dare risolutivo avvio ai sistemi della partecipazione democratica, con strumenti e assetti organizzativi adeguati, non solo previsti sulla carta, per rendere i cittadini effettivi protagonisti delle scelte politiche e amministrative.

Abbiamo giustificato l’Alleanza per la Città come una sfida necessaria perché si attuasse il cambiamento, accorgendoci per strada di dovere svolgere il ruolo di contrappeso alle smanie invasive di alcuni esponenti dell’Alleanza che, di fatto, mai hanno condiviso o profondamente compreso la necessità di una reale metamorfosi metodologica, probabilmente utile anche ai loro stessi apparati.

Al netto della performance riferita alla vivibilità e alla qualità della vita nelle province italiane che ci riempie di speranza, non possiamo nascondere per serietà che l’esperienza finora maturata, tra incoerenze palesi, polemiche sterili e giustificazioni imbarazzanti, ha evidenziato uno snaturamento progressivo degli interpreti istituzionali, investiti della responsabilità di dare attuazione al programma elettorale dell’Alleanza per la Città.

Sia chiaro che queste valutazioni, sottoscritte dalla maggioranza degli aderenti dell’Officina della Partecipazione del Polo Civico, “Leonardo Sciascia”, e altri rappresentanti fondativi del Movimento che sinora hanno dato impulso ideativo, amministrativo e organizzativo al progetto, e, cosa più importante, da un Consigliere Comunale, Patrizia Giugno (I.C.S.), hanno profili di coerenza e serietà opposti rispetto alle motivazioni strumentali che hanno determinato il voltafaccia di singoli consiglieri comunali o la fuga del PD dall’Alleanza per la Città.

Pertanto, alla luce dei metodi attuati ormai da tempo, della  modalità di ricomposizione della Giunta comunale, seguita da una distribuzione delle deleghe nulla affatto negoziata, noi dichiariamo la distanza dalle scelte poste in essere, perché queste stanno appannando l’idea originaria del nostro impegno politico. Anche amministrativamente, riteniamo sia mancata una ponderazione del nuovo assetto legata alle gravi emergenze cittadine (rifiuti, viabilità e infrastrutture, riqualificazione del centro storico, università, organizzazione degli Uffici).  Vogliamo chiarire che tali considerazioni non sono legate alle personalità che compongono la nuova Giunta, ma derivano, e solo come ultimo atto, dal contesto viziato da impermeabilità e autoreferenzialità entro cui tali nomine sono avvenute. Riteniamo, infatti, che tale situazione complessiva sia riconducibile alle responsabilità del Sindaco in quanto garante del progetto (come esplicitato nella mozione mai attuata nonostante l’apparente unanimità del 17 giugno 2017).

In questi tre anni e mezzo, con lealtà, pazienza e senso di responsabilità, abbiamo cercato dall’interno di essere pungolo costruttivo e propositori di una visione politica innovativa, nella logica che i processi politici hanno bisogno di maturare in funzione di partecipate scelte amministrative. Soprattutto, abbiamo chiesto di non eludere, per equilibrismi e tatticismi, le criticità interne ed esterne, consapevoli che nelle crisi si impara e si cresce, come singoli e come gruppo.

La trasparenza con la quale stiamo rendendo pubblico il nostro punto di vista, tuttavia, ci permette di rimarcare che il progetto di un civismo politico maturo, con le proposizioni programmatiche pensate nel 2014, è sempre valido al di là dell’insolvenza dei singoli interpreti: al progetto continuiamo a sentirci legati e per questo progetto continueremo a lavorare.

Non si pensi, quindi, che il copyright del “civismo politico” appartenga a coloro che lo stanno indebolendo e che stanno privando il Movimento stesso di avere un confronto interno (ormai chiesto da mesi con assemblee, mozioni e dimissioni da incarichi) sul merito di alcune scelte strategiche, dei metodi di realizzazione e degli obiettivi raggiunti.

Siamo sempre convinti che dall’unione di esperienze serie, propositive e politicamente mature possano definirsi effettive prospettive di sviluppo. Pertanto, tentando di rappresentare la radice dei nostri ideali, ci faremo promotori di incontri pubblici che sappiano realmente coinvolgere i cittadini nel programmare azioni concrete per il bene comune, senza strumentali ideologismi e superando il modello leaderistico indubbiamente sempre fallimentare, a prescindere dai colori. E’ per questo che, a prescindere dal sostegno alle formule politiche, facciamo appello a tutti coloro che dentro e fuori il “Palazzo” vogliono responsabilmente concretizzare una prospettiva seria, guardando anche oltre l’attuale esperienza politico-amministrativa.

Patrizia Giugno (Consigliere Comunale di Intesa Civica Solidale), Erminio Boscaglia, Marinella Cardella, Alberto Carlino, Marina Castiglione, Piero Cavaleri, Giancarlo Ciulla, Enzo Cusimano, Alfred Caputo, Amedeo Falci, Peppe Firrone, Ruben Giamporcaro, Paola Garofalo, Giuseppe Giugno, Rocco Gumina, Michele Pilato, Mimmo Riccioli, Ferdinando Rovello, Salvatore Vitaliti

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4 Commenti

  1. Chi, all’interno del cosiddetto Polo Civico, è stato “trombato” e deluso come candidato ad occupare le ultime (in ordine di tempo) poltrone assessoriali messe in “palio” , per l’ennesima volta, dal Sindaco Ruvolo? Non sarà per caso qualcuno dei firmatari del commovente “sfogo” pubblicato?

  2. Di fronte ad un’analisi così profonda, mi commuovo per l’intensità di chi scrive questi comunicati, per il patriottico civismo, per la concreta autostima di cui si fregiano tutti i firmatari di questo comunicato. Tanto amore per il proprio operato, altrettanto odio per i fuoriusciti dal Polo. Ma un po’ di autocritica no? Noto anche che sono tra i pochi a perder tempo a leggere i comunicati civici ed a commentarli.
    Ho un po’ di tempo a disposizione da quando non posso più giocare a bocce nello splendido campo allestito agli Angeli per interessamento dell’allora vicesindaco civico e costato fior di quattrini.
    Ciao civici, ciao polici….

  3. Sempre più solo, ma sempre più al suo posto, perché nessuno mai rinuncerà alle indennità che spettano al Consigliere comunale, quindi tranquillo Ruvolo sono solo chiacchiere…..

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