Palazzo del Carmine. Con le pinne, fucile ed occhiali…finalmente la svolta

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CALTANISSETTA – Tante cose scontate potremmo dire. Moltissimi gli spunti per la satira alla quale tanto siamo affezionati. Ma la Città è una cosa seria, ed oggi lo saremo anche noi.
L’annuncio in ”sala gialla” a Palazzo del Carmine, la svolta dell’Amministrazione Ruvolo, si proietta in uno sfondo di surreale non senso, in cui anche un accademico terapeuta troverebbe difficoltà di interpretazione psicologica.
L’assenza della vecchia Giunta alla cerimonia, oggi ipocritamente celebrata, stride fortemente con le responsabilità del fallimento di due anni di amministrazione, ormai autocertificato dalle stesse forze politiche, che prima hanno designato i propri assessori rappresentanti, poi li hanno disconosciuti, ed infine, oggi li rimettono in vita per intestarsene i presunti meriti, fino a ieri, comunque inesistenti.
Ma nello sfondo surreale, come un iceberg in una rovente giornata di agosto, ecco la glaciale spregiudicatezza di un sindaco, che non ha esitato a spazzare via la sua squadra, certamente non perfetta ma leale, insieme a due anni della vita delle città, con il sogno, le speranze e le prospettive somministrate in campagna elettorale.
Eccogli seduti accanto sei soggetti, a lui indifferenti, rappresentazione del prezzo della sopravvivenza politica, icona del senso di colpa della propria incapacità amministrativa.
imageSei soggetti che oggi promettono il tanto auspicato rilancio, e rispetto ai quali, rimangono, comunque, irrisolti almeno sei quesiti che meritano una risposta.
Perché il neo vice sindaco Vito Margherita, tra i più giovani amministratori di Caltanissetta, e di pressoché inesistente esperienza amministrativa, promette migliori aspettative rispetto a Matteo Tricoli e prima ancora a Massimiliano Centorbi o a Marina Castiglione, persone tutte, che almeno sotto il profilo curriculare avrebbero dovuto costituire il benchmark di riferimento per selezionare il nostro rampollo di belle speranze di faraoniana trazione?
Perché Ilaria Inzisa, stimata professionista nel campo farmaceutico, si pensa possa fare meglio su scuola ed università rispetto a Marina Castiglione, che all’università ci insegna, e nel campo dello sviluppo economico di Massimo Bellomo, revisore dei conti e commercialista. Non sarà che il circolo Faletra del PD è stato promosso al rango accademico?
Il perché l’Ingegnere Giuseppe Tumminelli, anch’esso giovane di belle speranze, sia più affidabile di Amedeo Falci, certamente non brillante e poco loquace, ma apparentemente intellettualmente onesto, nel gestire i delicatissimi quanto trascurati settori dei Lavori Pubblici ed Urbanistica?
Il perché si suppone che Felice Dierna, politico di lunghissima data ma amministratore in erba, risolverà il rebus della organizzazione del personale per l’amministrazione partecipata, dove il suo predecessore, sindacalista e compagno di partito Massimo Centorbi (Tricoli ha avuto troppo poco tempo), si è impantanato inesorabilmente?
Perchè Carlo Campione potrà occuparsi di servizi sociali meglio di Piero Cavaleri ? (Per i quartieri abbiamo più fiducia perché ha un’esperienza certificata).
Ma ancora di più perché Maria Grazia Riggi ha accettato di prendere il posto di Boris Pastorello, da quest’ultima oggi definito grande assessore, grande professionista, grande amico, ma sicuramente grande assente a questa strana festa del primo agosto, dove forse solo il caldo può giustificare l’atmosfera esilarante?
In attesa di conoscere le risposte, sono dovuti gli auguri a questa nuova giunta, affinché capisca in fretta, almeno come gestire l’ordinario. Per i campus, la partecipazione, la bellezza c’è ancora tempo. I nisseni sono affamati di normalità.

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14 Commenti

  1. Perchè… perchè… perchè, PERCHE’ UN VINNI ITI TUTTI A CASA?
    Vito Margherita vice sindaco non si può sentire!!!
    Una cosa è organizzare le serata dance per i ragazzi, un’altra è gestire il comune del paesello Caltanissetta!
    Credevamo di aver visto il fondo, ma Ruvolo ci stupisce sempre, abbassando ulteriormente le nostre aspettative, e facendoci capire che il fondo si può anche raschiare! Mah…

  2. Una provocazione continua che non lascia presagire nulla di buono. La provocazione la mette in atto questo Sindaco e non certo altri attori ed osservatori delle vicende politiche nissene. Ma la provocazione è pericolosa, non bisogna abusare della pazienda delle persone. Caltanissetta è una città alla fame, senza forse e senza prospettive e chi l’amministra ha grandissime responsabilità. Non si può giocare a fare il Sindaco o a fare l’Assessore. Non si può aggrapparsi ad una poltrona per una misera indennità. No signori, il popolo è un gigante dormiente ma se si sveglia e potrebbe farlo con esagitati e con gente che non ha nulla da perdere pèuò causare danni. Non scherziamo con le cose serie. Ruvolo ha deciso con la sua solita furbizia di affidare il suo destino alla politica. Il fallimento sicuro a cui lui collaborerà lo rafforzerà. Ma questo sotto il profilo solo teorico perchè in pratica la città gli si risolleverà contro speriamo senza tumulti. La crisi politica non si è chiusa, pianifichi Ruvolo la sua uscita, senza affezionarsi anche lui alla paghetta. decida lui come e quando staccare la spina ma senza bruciare i pozzi! Senza permettere lunghi commissariamenti, senza azioni eclatanti che non servirebbero a nessuno. Ragioni e prenda atto del suo fallimento e dimostri di amare Caltanissetta più di quanto non ami se stesso.

  3. È molto difficile condividere in toto l’editoriale. Ci sono molti aspetti controversi. Prima cosa si intende per esperienza amministrativa? Posso non aver mai amministrato niente ma avere grandi doti tecniche per farlo. Punto secondo lo spessore culturale e accademico spesso non coincide con la dote amministrativa vedi la Castiglione. Poi mi chiedo Campione che ha fatto malissimo in commissione bilancio Assessore ai servizi sociali perché lavora a casa rosetta o come affares man di Ruvolo senior e junior. Per non parlare del bilancio dove si butta fuori un uomo che può non piacere ma di grande esperienza nel campo per darlo in mano ad una farmacista!!! Tutto è fatto come dice l’amico di prima per ingessare in maniera ingorda e miope la città con un cinismo da parte del sindaco senza eguali! !!

    • Ti candidi ad amministrare perche senti di”avere grandi doti tecniche”? Non e’ convincente e poi non mi sembri informato sulle deleghe. Studia un altro po’ e applicati

      • Non ti candidi vieni scelto per le doti di cui detto, meglio se tali sono indiscutibilmente riconosciute dalla comunità a cui appartieni. Poi per quel che riguarda il bilancio ribadisco e correggo l’avvocato Riggi al bilancio????Il bilancio è la chiave di volta di tutto l’ente e dovrebbe andare a persona con grande esperienza nel campo specifico.

  4. Francamente non sono molto d’accordo, questa volta, sul contenuto dell’editoriale.
    Non trovo una sola ragione, dico una , per la quale dovrei anche solo per una frazione di secondo non condividere la scelta del cambio di Giunta; certo sarei stato molto felice se ai cambi si sarebbe aggiunto anche quello del primo cittadino che è “primo” ormai solo per ingiuria, ma nei fatti lo troviamo in fondo alla classifica.
    Nell’editoriale ci sono tanti perchè, che restano in attesa di risposte ed è questo il passaggio dell’editoriale che non condivido o meglio, che non capisco; ed infatti a tutti quei perchè c’è sempre una sola risposta uguale per tutti. Infatti chiunque potrebbe fare meglio degli assessori uscenti per il semplice fatto che hanno fatto zero!
    A questi nuovi assessori farei, semmai, la classica domanda….Vi piace vincere facile????
    Come non riuscire a fare di più di chi ha fatto zero? Come non riuscire a dare risposte a cittadini che non ne hanno ricevute?
    Per questo non condivido l’editoriale al quale avrei dato un’altro taglio; Non mi piace, infatti, la cattiva usanza , tutta italiana, di rimpiangere chi lascia un posto di potere senza che vi sia una ragione valida per farla, è tipo la vecchia regola politica dei “ponti d’oro” a chi devi mettere fuori dai giochi. Sarebbe ora di cambiarle queste abitudini ed esprimere c con franchezza il proprio pensiero senza se e senza ma; bastava dire agli assessori uscenti che era ora che lasciassero l’incarico ricoperto nella speranza che i nuovi potessero fare meglio!
    Questa è normalità, della quale Caltanissetta ha tanto bisogno unitamente ad una massiccia dose di Civiltà oggi anch’essa completamente assente.

    • Sig. Marcello. Non credo che lei abbia colto il senso ironico dell’editoriale. Il profilo e’ tutt’altro che celebrativo degli uscenti dei quali evidenzia, unitamente al sindaco i disastrosi risultati. Tende piuttosto ad evidenziare che gli attuali, scelti per il gioco delle poltrone, siano di aspettative ancora più modeste, anche se presentati come i 6 della salvezza, e tende a smascherare un sindaco complice di un sistema partitico di cui è ostaggio al quale scaricherà presto le colpe di un annunciato e prevedibile fallimento, fotocopia di quello già consumato e con destrezza archiviato sulle teste di 6 Capri espiatori. Lo legga con più attenzione e vedrà anche i concetti che ha espresso con il suo intervento

        • Gentilissimo Direttore e gentilissimo Sig Filippo,
          Non penso che l’editoriale.abbia un taglio ironico , soprattutto nella parte da me non condivisa ( ricordo che è una.parte specificatamente che non ho cindiviso) , perché se cosi fosse allora sarebbe in totale contradizione con la.sua stessa introduzione, dove, appunto, esclude per la serietà dell’argomento, l’ipotesi di uno scritto satirico e quindi anche ironico.
          Pero non è questo il.problema, l’importante e sempre dirle o raccontarle le cose e soprattutto essere liberi di farlo. Il fatto nisseno, da questo punto di vista generalmente non ha peli sulla lingua e spero continui a non averne.
          Con stima

  5. Servirebbe un solo semplice e nobile gesto da parte dell’autista. Scendere dall’autobus e consegnare le chiavi.

  6. Condivido in senso assoluto l’intervento, ma vorrei puntualizzare alcune cose.
    In un Comune dove regna una grande confusione amministrativa, il rimescolamento delle deleghe, forse perchè su alcune era evidente la manifesta incapacità del delegato, porta ad una sorta di disordine universale (entropia) termine che in quanto “scienziato” il Sindaco conoscerà sicuramente.
    Il bassissimo profilo politico della giunta con la sola esclusione di Campione che è sicuramente da considerare un politico di primo piano di quello che lui definisce “movimento” ma forse si riferiva al “polo civico”, che di movimento non ha proprio nulla, porta ad una considerazione.
    A modesto parere dello scrivente c’è una evidente “necessità” di imbalsamare questa città con i suoi cittadini, quello che non mi è chiaro è: Perchè?
    Perchè si vuole anestetizzare sessantamila abitanti?
    Perchè si vuole lasciare il sistema ingessato?
    Perchè Ruvolo non ha avuto lo scatto d’orgoglio? Molti cittadini che come me hanno contribuito alla sua elezione avevano nutrito la speranza che azzerando la giunta, si fosse eliminata per sempre la presenza dei partiti. Ora addirittura tale presenza si è aggravata dando spazio a quello che sarà il futuro partito unico di Renzi e Faraone, con ben quattro assessori.
    Ma al di la del finto civismo, della finta partecipazione, della finta nuova politica, il “personaggio”, nel senso teatrale del termine Ruvolo, si è dimostrato una grande finzione, la mia domanda è questa finzione a chi giova? qual’è lo scopo finale di questa presenza alla guida della città?

  7. Egregio direttore,la rappresentazione di una tragedia di Eschilo o qualsivoglia drammaturgo dell’antica Grecia sarebbe meno eloquente.I volti inanimati e gli annunci vacui dei sette amministratori lasciano completamente sbigottiti persino chi di commedie non sa nulla.Ma ,per dirla in siciliano ,di farsa si. In uno dei miei interventi,pubblicato in data 28 Giugno su La Sicilia,ho detto che questo azzeramento di giunta doveva apparire alla cittadinanza ,come una sfiducia per incapacita’dei singoli assessori.Bravi professionisti,onesti,che han fatto quel che potevano,avendo come guida un vero campetto miope e ignaro di governo della res pubblica. Ovvero un ”RES NULLIUS”.Una immensa ed ulteriore menzogna alla ciitta’.una mediocrità’ che porterà’ la comunità’ nissena nel profondo degli abissi. Di questo ne sono consapevoli tutti,partiti compresi.Il “de profundis:” e’ gia’stato suonato politicamente, spero che non venga celebrato uno di natura diversa.Anche alla morte bisogna sorridere.

  8. articolo chirurgico, splendido. in sintesi dalla padella alla brace ma ormai la carne è bruciata. la domanda è……. fallimento semplicemente post-datato? forse si

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