Salute

Garlasco, Stasi finirà la condanna fuori da carcere: cos’è l’affidamento in prova

AdnKronos

Garlasco, Stasi finirà la condanna fuori da carcere: cos’è l’affidamento in prova

Sab, 13/06/2026 - 11:36

Condividi su:

(Adnkronos) – Alberto Stasi finirà di scontare la propria condanna definitiva a 16 anni per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi fuori dal carcere di Bollate, dove si è costituito il 12 dicembre 2015. L'ok appena ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano all'affidamento in prova è un diritto che spetta ai detenuti che hanno un residuo di pena inferiore ai quattro anni e che viene stabilito non solo per semplici calcoli matematici – la decorrenza della pena è fissata al 31 ottobre 2029, ma per alcuni benefici potrà arrivare già nel 2028 -, ma anche in base al comportamento del condannato. Per Stasi il parere positivo è legato alla buona condotta, alle relazioni positive del carcere, all'aver accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente), al risarcimento che paga alla famiglia della vittima, all'assenza di interviste alla stampa.   Prima di questo ultimo passaggio, per Alberto Stasi c'è stato il lavoro esterno, ottenuto con un'ordinanza del 24 gennaio 2023, i permessi premio a casa degli zii dal maggio 2024, quindi la semilibertà raggiunta l'11 aprile 2025 e richiesta quando erano già stati espiati i due terzi della pena. L'affidamento in prova si inserisce dunque in un percorso 'naturale' dei detenuti, una progressione verso il reinserimento nella società. Studio e lavoro hanno dettato per oltre dieci anni il ritmo di vita del quarantaduenne che ha prima aderito ad associazioni di volontariato, poi, ha conquistato un contratto esterno come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie a Milano, dove ha già preso casa.   

L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione che punta a favorire il reinserimento sociale e che consente al condannato, a determinate condizioni, di espiare la condanna fuori dalla cella. Stasi, come ogni altro detenuto, deve rispettare alcune restrizioni, e deve mostrare impegno in un’attività lavorativa, formativa o di volontariato. Se il condannato rispetta tutte le prescrizioni, arrivato al termine del periodo di affidamento, la pena si considera estinta e solo allora torna un uomo libero. Se invece non le rispetta, il magistrato di sorveglianza può decidere di revocare l'affidamento in prova e per il condannato si potrebbero riaprire le porte del carcere.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

banner italpress istituzionale banner italpress tv