Salute

Fusione neve e caldo record alle Svalbard

AdnKronos

Fusione neve e caldo record alle Svalbard

Gio, 04/06/2026 - 12:46

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(Adnkronos) – La primavera artica del 2026 si sta delineando come una delle più complesse e imprevedibili per la comunità scientifica internazionale, a causa di anomalie termiche estreme registrate nel mese di aprile. Il team del progetto europeo LIQUIDICE, coordinato scientificamente dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche, ha rilevato temperature fino a 12 gradi superiori alla media stagionale, accompagnate da piogge e da una fusione precoce del manto nevoso sulle isole Svalbard. Queste condizioni meteorologiche eccezionali hanno causato una rapida riduzione della neve sulla terraferma e, contemporaneamente, la compressione del ghiaccio marino lungo le coste meridionali dell'arcipelago a causa di venti persistenti. La combinazione di tali fattori ha reso inaccessibili via mare diversi siti di studio, impedendo ad alcune squadre di ricerca internazionali, tra cui i team polacchi, italiani, norvegesi e francesi, di raggiungere le stazioni di campionamento a Hornsund, Adventdalen e Ny-Ålesund, sia per l'impraticabilità dei fiordi sia per l'assenza di un innevamento sufficiente agli spostamenti terrestri. "Nel mese di aprile abbiamo vissuto un'eccezionale anomalia termica con temperature fino a 12 gradi sopra la norma e piogge intermittenti per circa 18 giorni. In questo periodo, normalmente, le temperature oscillano fra i -10 e i -15 °C, mentre quest'anno sono rimaste sopra lo zero per quasi due settimane", spiega Federico Scoto, ricercatore Cnr-Isp e membro del progetto. L'interazione tra l'ondata di calore e le precipitazioni piovose, definite eventi di rain-on-snow, ha attivato in anticipo torrenti e canali superficiali di acqua di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere, dinamiche che solitamente si manifestano nei mesi estivi. "L'ondata di calore, associata a precipitazioni piovose, i cosiddetti eventi di rain-on-snow (RoS), ha provocato la formazione e l'attivazione anticipata di torrenti e canali superficiali di acqua di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere attorno a Ny-Ålesund, fenomeni che normalmente si osservano durante l'estate. Allo stesso tempo, i primi 15–20 cm dello strato basale del manto nevoso si sono completamente saturati di acqua liquida, favorendo la formazione di spessi strati di ghiaccio al suolo e compromettendo significativamente l'accesso alle risorse alimentari da parte della fauna locale, come le renne", aggiunge Scoto. Il monitoraggio costante dell'evoluzione ambientale si avvale di stazioni automatiche che raccolgono dati nivometrici in tempo reale, uno strumento ritenuto fondamentale dagli esperti per comprendere gli impatti di questi eventi estremi, destinati a diventare più frequenti e intensi nei prossimi decenni. "Grazie ai dati nivometrici raccolti in tempo reale dalla nostra stazione automatica possiamo comprendere meglio gli impatti di questi eventi estremi, che nei prossimi decenni saranno sempre più frequenti e intensi. Questo tipo di attività sarà fondamentale per prevedere le conseguenze a cascata sugli ecosistemi polari, sulle infrastrutture e sulla logistica che sostiene la ricerca in Artico", avverte Scoto. Oltre alle ripercussioni sulla criosfera, i lunghi periodi di caldo anomalo influenzano direttamente l'ecosistema marino tramite il trasporto precoce di sedimenti e nutrienti nei fiordi. Le rilevazioni condotte sulla colonna d'acqua all'interno del Kongfjorden hanno confermato variazioni significative anche sul fronte oceanografico. "Anche le condizioni marine hanno registrato anomalie significative", conclude Francesco Paladini del Cnr-Isp. "Le acque del fiordo sono state interessate da un importante afflusso di acqua atlantica e temperature degli strati superficiali che hanno raggiunto valori superiori a 3°C, condizioni assolutamente anomale per il periodo primaverile che normalmente è il più freddo dell'anno con temperature eddies di circa 0, -0.5°C". 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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