(Adnkronos) – Con la nuova sede dell'Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia all'Arsenale, si compie uno dei passaggi più significativi del lungo percorso di riqualificazione promosso dalla Biennale a partire dal 1999. Un progetto che ha interessato l'Arsenale, il Lido e altri siti della terraferma veneziana, restituendo alla città spazi storici destinati a un utilizzo permanente e alla produzione culturale. L'idea di valorizzare e recuperare questi luoghi fu dell'allora presidente della Biennale, Paolo Baratta, che in occasione della presentazione pubblica della nuova struttura (1-3 giugno) ha ripercorso le tappe di un percorso durato oltre venticinque anni. "La Biennale doveva avere un luogo che la rappresentasse", ha dichiarato Baratta all'Adnkronos. "Un'istituzione culturale deve possedere uno spazio capace di incarnarne l'identità nell'immaginario e nella memoria collettiva. Per lungo tempo la Biennale non disponeva di un luogo con queste caratteristiche". L'ex presidente della Biennale ha ricordato come, accanto al Padiglione Centrale dei Giardini, caratterizzato da spazi neutri e superfici bianche pensate per l'esposizione, si sia progressivamente affermato il ruolo dell'Arsenale come suo naturale contrappunto. "L'Arsenale è l'esatto opposto del Padiglione Centrale", ha spiegato. "Una sorta di controcanto che offre ai curatori possibilità e potenzialità moltiplicate. Da una parte gli spazi bianchi e neutri, dall'altra ambienti monumentali che collaborano essi stessi alla presentazione delle opere d'arte contemporanea". Il percorso prese avvio nel 1999 con la concessione dell'Arsenale alla Biennale e con i primi investimenti destinati al recupero degli edifici storici. Negli anni successivi sono stati realizzati nuovi spazi espositivi e le strutture dedicate al College della Biennale, destinate alla formazione delle giovani generazioni di artisti. Oggi, con l'apertura dell'Archivio Storico, il progetto trova il suo completamento. Secondo Baratta, la nuova struttura rappresenta molto più di un semplice deposito documentale. "È quasi un paradosso", ha osservato. "Mentre molte istituzioni trasferiscono i propri archivi in periferia, noi abbiamo scelto di portare l'archivio nel cuore dell'Arsenale, nel centro storico di Venezia. Questo perché l'Archivio deve diventare un motore di attività, uno strumento vivo e operativo, non il luogo in cui le carte vengono semplicemente conservate". L'obiettivo, ora perseguito dal presidente Pietrangelo Buttafuoco, è quello di trasformare la Biennale in una realtà attiva durante tutto l'anno, capace di affiancare alla presentazione delle arti contemporanee con i loro festival una costante attività di studio, ricerca e riflessione. "All'Arsenale con l'Archivio nasce il luogo della memoria", ha sottolineato Baratta, "ma anche il luogo del discorso sull'arte. Le sale espositive sono dedicate alla presentazione delle opere; l'Archivio, invece, alimenta la ricerca e il confronto culturale. Sono funzioni diverse che insieme danno forma a una struttura complessa e vitale". L'ex presidente della Biennale non ha nascosto l'emozione per il raggiungimento di un traguardo inseguito per oltre due decenni. "È quasi commovente vedere realizzato questo progetto", ha affermato. "È stato possibile grazie alla partecipazione di molte energie che hanno creduto nell'iniziativa e, negli ultimi anni, anche grazie al sostegno del Ministero della Cultura, che ha finanziato con coraggio la fase conclusiva dell'intervento". Per Baratta, il completamento dell'Archivio rappresenta anche un messaggio di fiducia per il futuro della città. "Portare vita a Venezia è di per sé una grande soddisfazione", ha concluso. "Significa andare controcorrente e non considerare inevitabile il declino. Questa è forse la soddisfazione più grande". (di Paolo Martini)
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Baratta: ‘Il nuovo Archivio Storico della Biennale luogo della memoria che diventa motore di attività’
Mar, 02/06/2026 - 12:36
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