Un inverno di pioggia, invasi pieni ovunque in Sicilia e rubinetti all’asciutto nell’Agrigentino. Aica, societa’ che gestisce il servizio idrico integrato, e Siciliacque, societa’ che gestisce la captazione dell’acqua nell’isola, sono da tre anni in contenzioso per un debito di ventitre’ milioni di euro. Il gestore del servizio idrico diffida formalmente Siciliacque e chiede un incremento di portata entro tre giorni dopo settimane di richieste rimaste senza riscontro operativo. La diffida e’ stata inviata anche a Presidenza della Regione, assessorati competenti, dipartimento Acque e rifiuti, Procure di AGRIGENTO e Palermo, Prefettura, Arera, Protezione civile regionale, Ati e Comuni soci. L’azienda ricostruisce il quadro: stagione estiva alle porte, consumi in aumento, richieste di maggiori volumi idrici avanzate piu’ volte attraverso tavoli tecnici senza riscontro. Nel documento si richiama il carattere essenziale del servizio idrico collegandolo alla tutela della salute pubblica, dell’igiene, alla continuita’ dei servizi scolastici, sanitari e socioassistenziali e alla normale attivita’ economica. Secondo il gestore, il mancato aumento della risorsa disponibile rischia di compromettere la continuita’ del servizio in un territorio gia’ interessato da forte stress idrico, con possibili ripercussioni sul piano igienico-sanitario, sociale e dell’ordine pubblico. Aica annuncia di riservarsi “ogni opportuna iniziativa giudiziaria, cautelare, amministrativa e regolatoria” per tutelare il servizio e gli utenti. Chiede inoltre al presidente della Regione e al dipartimento Acque e rifiuti di valutare misure straordinarie e, se necessario, l’attivazione di poteri sostitutivi. La diffida e’ firmata dal direttore generale Francesco Fiorino, dalla presidente del Cda Danila Nobile e dal presidente dell’assemblea Salvatore Di Bennardo. L’assessore regionale Francesco Colianni ha convocato per giovedi’ quattro giugno un incontro con le due societa’ per trovare un’intesa nell’interesse dei cittadini. “Dobbiamo evitare che battaglie legali pregiudichino un diritto fondamentale delle persone, peraltro in una stagione in cui non si registra carenza d’acqua”, ha dichiarato. A sua volta La delegazione comunale di AGRIGENTO di Confcommercio ha espresso “forte preoccupazione per una situazione che coinvolge direttamente numerose attivita’ economiche, in particolare pubblici esercizi, ristoranti, bar, strutture ricettive e attivita’ del centro storico, chiamate quotidianamente a garantire servizi adeguati a cittadini e visitatori. E’ necessario che tutti gli attori coinvolti comprendano il livello di responsabilita’ richiesto in questa fase, perche’ dietro ogni difficolta’ organizzativa ci sono imprese, lavoratori, investimenti e la reputazione complessiva della nostra destinazione”.
Agrigento: Invasi pieni ma rubinetti a secco, “guerra” tra enti
Lun, 01/06/2026 - 15:16
Condividi su:

