CALTANISSETTA – Prosegue il tour di presentazione del Governo di Liberazione promosso da Cateno De Luca, che dopo il primo appuntamento di Enna ha fatto tappa a Caltanissetta, confermando un percorso capillare in tutta la Sicilia.
Un momento di confronto che si inserisce in una fase politica già pienamente avviata, con l’obiettivo di costruire una presenza diffusa sui territori in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio e delle possibili elezioni regionali anticipate.
«Continua il percorso del nostro leader Cateno De Luca in tutta la Sicilia – è stato evidenziato nel corso dell’incontro da Angelo Bellina coordinatore provinciale Scn–. Non ci siamo mai fermati, né in questa provincia né nel resto del territorio regionale. E oggi più che mai serve coinvolgere uomini e donne che vogliono essere protagonisti nei propri territori».
Nel suo intervento, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento elettorale imminente:
«Le amministrative del 24 e 25 maggio rappresentano per noi un passaggio fondamentale. Ci sono tanti comuni chiamati al voto e Sud chiama Nord vuole esserci per costruire rappresentanza nei territori, non per piantare bandierine ma per portare un modello di buona amministrazione, quello che abbiamo già dimostrato nelle comunità che abbiamo governato».
«Anche nei piccoli comuni – ha aggiunto – è fondamentale essere presenti, perché è da lì che si costruisce una classe dirigente credibile. Il nostro obiettivo resta quello di cambiare la Sicilia, e questo percorso parte dai territori per arrivare alle regionali, che potrebbero tenersi già in autunno».
Nel corso dell’incontro, Cateno De Luca ha tracciato con chiarezza il quadro politico regionale e la visione del Governo di Liberazione:
«Noi siamo in campagna elettorale anche per le regionali, quello che avevamo già messo in conto e che avevamo già comunicato durante gli ultimi dibattiti nel Parlamento siciliano a dicembre, durante la votazione della mozione di sfiducia al presidente Schifani e della legge di stabilità si è realizzato come una profezia. Avevamo detto che ormai questo governo sarebbe stato a titoli di coda e così è stato.
Dopo questa fase di elezioni amministrative si aprirà una parentesi di qualche mese che porterà, entro luglio, a una presa di posizione definitiva per arrivare entro ottobre alle elezioni anticipate.
Noi in questo momento non stiamo parlando di nomi. Stiamo portando avanti il Governo di Liberazione, che è l’introduzione di un metodo: prima si costruisce il modello di Sicilia che vogliamo e poi si individua chi ha le caratteristiche per guidarlo.
Non può essere ancora uno scenario caratterizzato da faide politiche.
Negli ultimi 15 anni abbiamo visto tutti i fallimenti. Quando si toccano i temi veri, le reazioni arrivano sempre. Oggi, ad esempio, leggiamo che la Regione ricomprerà immobili che in passato erano stati svenduti. Io su queste vicende mi sono battuto da solo, denunciando già allora un buco di bilancio enorme, che poi si è puntualmente verificato.
Ma la domanda è: si può continuare con una classe dirigente che ha prodotto questo sfascio? È paradossale pensare che chi ha creato i problemi possa risolverli.
Ecco perché deve cambiare il paradigma. La nostra non è una provocazione, è una proposta concreta: liberare la Sicilia da queste logiche, sganciarla dalla dipendenza romano-centrica e costruire una grande coalizione che isoli questi sistemi.
Il Governo di Liberazione nasce da una strategia autonomista, civica e progressista. Non siamo in giro a dire “io sono il più bravo”, lo lasciamo fare ad altri. Noi diciamo che servono uomini e donne liberi, con esperienza e risultati concreti.
Serve chi ha già dimostrato di saper amministrare e serve coraggio, perché quando toccherai certi interessi ci sarà una reazione forte.
Non si parte dai nomi. Se si parte dai nomi non si costruirà mai un vero progetto. Prima si definisce il modello, poi si sceglie chi lo deve guidare.
Dobbiamo liberarci anche di chi si propone senza storia, senza competenza, senza aver mai amministrato nulla. Non servono salvatori della patria, serve una squadra.
Questa è una partita che si vince solo se si gioca insieme, senza che una parte prevalga sull’altra.
Siamo alla vigilia di una campagna elettorale decisiva. E allora lanterne accese e cintura ai fianchi».
La tappa di Caltanissetta conferma la volontà di costruire un progetto politico radicato nei territori, che punta a coinvolgere amministratori, cittadini e forze responsabili in un percorso condiviso per il futuro della Sicilia.

