La dignità del fine vita e le cure palliative sono stati gli argomenti scelti per il terzo incontro all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Caltanissetta con gli studenti e studentesse delle classi quinte dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Luigi Russo, diretto dalla Dirigente Maria Rita Basta.

Dopo aver parlato di donazione degli organi, poi di contraccezione, interruzione di gravidanza e procreazione medicalmente assistita, questa volta è stato toccato un altro tema delicato dal punto di vista etico ed emotivo. “Non è semplice parlare di fine vita ai ragazzi così giovani, però è importante conoscere anche questo aspetto della medicina”, ha esclamato Giuseppe Mulè, Responsabile dell’Hospice del Maddalena- Raimondi di San Cataldo e dell’UVP (Unità di Valutazione delle Cure Palliative Domiciliari) Area Nord dell’Asp di Caltanissetta. Lo stesso ha dato informazioni sul consenso informato, parlando quindi sia di Pianificazione Condivisa delle Cure(PCC), che di DAT, cioè Disposizioni Anticipate di
Trattamento, e poi ancora ha fatto riferimento alle cure palliative che si rivolgono ad esempio “a tutti quei pazienti affetti da una malattia cronica, che non sono più suscettibili di guarigione, quindi soprattutto neoplasie, ma anche malattie neurologiche, malattie polmonari, cardiologiche”, ha aggiunto. “È ovvio che dobbiamo dare dignità alla vita, è importantissimo, ma soprattutto dobbiamo dare dignità alla morte- ha affermato in conclusione- perché c’è modo e modo di morire, morire in preda a sofferenza, in preda dolori è una cosa che non è più accettabile al giorno d’oggi”.
Gli appuntamenti di bioetica, di volta in volta approfonditi insieme ad un professionista del campo medico, sono stati pensati per i ragazzi dell’ultimo anno dell’indirizzo Biologico Sanitario, che nella giornata di mercoledì 11 marzo 2026 sono stati accompagnati dalle docenti Stefania Cammarata, Gabriella Amico, Elisa Di Mattia, Nuccia Chiarenza, Licia Aquilina e Valentina Pistis. “È un altro momento di riflessione per i ragazzi, perché sicuramente è una tematica alla quale non si pensa- ha dichiarato la docente Pistis, referente di Educazione alla Salute della scuola – però effettivamente si potrebbero avere anche dei parenti o qualcuno a casa che ha veramente bisogno di assistenza domiciliare. È giusto anche valutare e conoscere questo aspetto, per mettere i ragazzi davanti a una realtà, che può essere anche quella del fine vita e quindi valutare i comportamenti e capire anche, non solo secondo la legge, ma anche secondo un discorso etico, come comportarsi nel momento in cui accadono queste cose. È giusto preparare i ragazzi alla vita”.

