Lo schema e’ quello collaudato: si instaura un rapporto affettivo fittizio con la vittima per indurla a effettuare pagamenti o trasferimenti di denaro. Ma con il dilagare dell’intelligenza artificiale, l’inganno diventa sempre piu’ difficile da riconoscere, anche per chi ha dimestichezza con social e app di dating. Specie in coincidenza di una ricorrenza come quella di SAN VALENTINO: non a caso gli alert in questi giorni si sono moltiplicati. Le ‘truffe romantiche’ (romance scam) da tempo sono al centro dell’attenzione degli investigatori della Polizia postale e per la sicurezza cibernetica: solo l’anno scorso, gli importi sottratti hanno superato i 6,8 milioni di euro e se e’ vero che i casi trattati sono diminuiti (del 23%), e’ vero anche che il ‘sommerso’ resta tanto, dal momento che molti, troppi dei truffati rinunciano a denunciare. Per vergogna.
Tra le tecniche piu’ diffuse, la Polizia segnala “la creazione di profili falsi avanzati (utilizzando immagini rubate o generate con tecnologie di deepfake, i truffatori creano profili virtuali che risultano altamente credibili)”; “messaggi personalizzati con chatbot evoluti (chatbot potenziati dall’IA sono in grado di sostenere conversazioni fluide e convincenti, in grado di costruire un legame emotivo con la vittima)”; “video e foto contraffatti (utilizzando sempre la tecnologia dei deepfake vengono creati video falsi ma estremamente attendibili, in grado di simulare interazioni reali, tesi ad aumentare la fiducia della vittima)”; “social engineering automatizzato (analizzando i profili social delle vittime, i truffatori personalizzano le interazioni, adattando le conversazioni agli interessi e abitudini della persona presa di mira)”. Le vittime vengono solitamente contattate sui social media tramite richieste di amicizia da parte di profili apparentemente credibili: il truffatore si presenta di regola come un professionista di successo, un militare in servizio all’estero o una figura affascinante, single o vedovo o vedova. Una volta instaurata la connessione, gli scambi di messaggi diventano sempre piu’ intimi e convincenti e quando la vittima si sente ormai coinvolta emotivamente, iniziano le richieste di denaro, giustificate da emergenze sanitarie, problemi legali o la necessita’ di acquistare biglietti per un incontro di persona. Come difendersi? Gli esperti invitano a “utilizzare la ricerca online per controllare nomi, immagini e profili delle persone che ci contattano. La ricerca per immagini, possibile attraverso alcuni dei piu’ diffusi motori di ricerca, puo’ rivelare se sono state rubate o gia’ utilizzate in passato per commettere illeciti”; “diffidare di chi invia messaggi troppo perfetti o risponde con eccessiva rapidita’ (gli strumenti di intelligenza artificiale possono creare conversazioni eccessivamente rapide e fluide”); “non fidarsi delle richieste di denaro”; “condividere i propri dubbi con un amico, un familiare o direttamente con le autorita'”; “segnalare i sospetti”.

