Un candidato vaccino contro l’HIV e’ riuscito a indurre anticorpi neutralizzanti gia’ dopo una singola somministrazione, un risultato mai osservato prima nei modelli animali. E’ quanto dimostra uno studio pubblicato su Nature Immunology, che potrebbe aprire la strada a protocolli vaccinali molto piu’ brevi e accessibili rispetto a quelli sperimentati finora.
Il risultato e’ stato ottenuto in primati non umani grazie a una nuova strategia di progettazione del vaccino, capace di superare un limite considerato finora strutturale nello sviluppo di un’immunizzazione efficace contro l’HIV. Attualmente, i protocolli sperimentali richiedono spesso sette, otto o piu’ iniezioni prima di osservare una risposta neutralizzante. In questo caso, una sola dose e’ stata sufficiente per ottenere una risposta misurabile gia’ dopo tre settimane. Lo studio si concentra su una proteina dell’involucro del virus HIV-1, chiamata Env, e in particolare su una sua regione chiave, l’epitopo V3-glicano.
Contrariamente all’approccio tradizionale, i ricercatori hanno rimosso completamente uno zucchero specifico, il glicano Asn332, ritenuto finora indispensabile per il riconoscimento da parte degli anticorpi. Da questa scelta e’ nato l’immunogeno sperimentale WIN332. Dopo una singola iniezione di WIN332, gli animali hanno sviluppato una neutralizzazione dell’HIV a bassa intensita’ ma chiaramente rilevabile.
Una seconda immunizzazione con un immunogeno correlato ha poi aumentato in modo significativo il livello di neutralizzazione, suggerendo la possibilita’ di ridurre drasticamente il numero complessivo di dosi necessarie per ottenere una protezione efficace. L’analisi immunologica ha inoltre permesso di identificare due classi distinte di anticorpi neutralizzanti diretti contro la regione V3-glicano.
Accanto agli anticorpi gia’ noti, dipendenti dalla presenza del glicano Asn332, e’ emersa una nuova classe di anticorpi in grado di legarsi al virus anche in assenza di questo zucchero. Questa scoperta amplia il ventaglio di risposte immunitarie potenzialmente sfruttabili nello sviluppo di futuri vaccini contro l’HIV.
I risultati hanno gia’ attirato l’interesse di organizzazioni internazionali impegnate nella SALUTE globale, con l’obiettivo di portare il candidato vaccino verso le prime sperimentazioni cliniche sull’uomo. Nel frattempo, sono in corso ulteriori studi preclinici per ottimizzare la sequenza di immunizzazione e aumentare ulteriormente l’efficacia della risposta neutralizzante.

