L’ultimo rapporto, relativo al 2021, di Trasparency International – l’associazione contro la corruzione che monitora il fenomeno in tutto il mondo – assegna all’Italia una valutazione di 56 punti su 100 nell’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico e nella politica, dove con 0 si indicano i Paesi molto corrotti e con 100 quelli virtuosi o ‘puliti’.
Dal 2012 il nostro Paese ha scalato molto la classifica, tant’e’ che da allora ha guadagnato 14 punti e si trova al 42esimo posto nel mondo su 180 Paesi. Tuttavia, in una nota del rapporto, si sottolinea come, due anni dopo la devastante pandemia di Covid-19, l’indice di percezione della corruzione rivela che “i livelli di corruzione hanno ristagnato in tutto il mondo”.
In ogni caso quel che va notato, come sottolinea Trasparency, e’ che l’Italia ha compiuto significativi progressi nella lotta alla corruzione dopo aver introdotto il diritto generalizzato di accesso agli atti rendendo piu’ trasparente la Pubblica amministrazione ai cittadini, ha approvato una disciplina a tutela dei whistleblower, ha reso piu’ trasparenti i finanziamenti alla politica e, con la legge anticorruzione del 2019, ha inasprito le pene previste per taluni reati.
Tra le societa’ che si sono comportate meglio a giudizio dell’associazione, nella classifica delle 134 societa’ piu’ trasparenti, c’e’ Leonardo, industrie della Difesa-Aerospazio, che si colloca nel livello piu’ alto del Defence Companies Index Anti-Corruption and Corporate Trasparency (Dci) elaborato agli inizi del 2021. A livello globale, sottolinea Trasparency, Danimarca e Nuova Zelanda rimangono invece al vertice della classifica, affiancati anche dalla Finlandia, con 88 punti.
In fondo, si collocano Siria, Somalia e Sud Sudan, con un punteggio, rispettivamente, di 13 per i primi due e di 11 per la terza. Tuttavia, dal 2012 al 2021, ben 154 Paesi non hanno compiuto progressi significativi o hanno peggiorato il loro punteggio, e in quest’ultimo anno 2/3 dei Paesi analizzati (123 su 180) presentano ancora importanti problemi di corruzione, avendo conseguito un punteggio inferiore a 50, ed evidenziano un forte rischio di arretramento nella tutela dei diritti umani, nella liberta’ di espressione e di una crisi della democrazia.

