Salute

Consumi al Sud: -65,7% dal 2019, lockdown 2020 non classificabile

Redazione 2

Consumi al Sud: -65,7% dal 2019, lockdown 2020 non classificabile

Lun, 24/05/2021 - 11:01

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Drastico calo nei consumi degli italiani. Un dato che viene avvertito in tutta l’Italia con apice nelle regioni del Sud.

Ad aprile si attesta al 62,8% – rispetto allo stesso mese del 2019, visto che il 2020 non è ‘classificabile’ causa lockdown – il calo che registra l’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food.

L’indicatore elaborato da Confimprese-EY mostra come in un mese contrassegnato dall’incertezza dei colori assegnati alle regioni e dalle aperture a singhiozzo il settore in maggiore sofferenza continua a essere la ristorazione con -74,4%.

La seguono a undici punti percentuali di distanza abbigliamento e accessori che con -63,3% ha visto andare in fumo la collezione primavera-estate, e il non food -35,2%. Anche l’indicatore dei consumi sul totale mercato dell’anno mobile 2021 vs 2019 è fortemente negativo con una flessione di -56,5%, con la ristorazione a -67,8%, abbigliamento e accessori a -57,8%, il non food a -28,2%. Tra i canali di vendita il mese di aprile vs aprile 2019 registra la sofferenza del travel che chiude a -74,7%. I centri commerciali evidenziano una flessione pari a -69,2% e gli outlet a -65,6%.

Le misure restrittive, che da oltre sei mesi impongono la chiusura dei negozi nei festivi e prefestivi, hanno peggiorato la crisi dei centri commerciali. In calo anche le high street -55,3% penalizzate dalle chiusure anticipate di ristoranti e bar, che hanno influito sul traffico nei centri città e nelle vie dello shopping.

Le aree geografiche mostrano andamenti abbastanza simili nel mese di aprile 2021 rispetto ad aprile 2019.

La peggiore è l’area Sud (Campania, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata) -65,7%, penalizzata dalla mancanza di afflussi turistici nelle località d’arte e di mare.

Male anche l’area Nord-Est (Emilia-Romagna, Triveneto) -63,9%, seguita dall’area Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) -62,6% e dal Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) -60,8%.

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