“In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identita’ di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. E’ necessario che un testo cosi’ importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguita’ interpretative”. E’ quanto sottolinea la Cei.
“L’atteggiamento che e’ stato di Gesu’ Buon Pastore ci impegna a raggiungere ogni persona, in qualunque situazione esistenziale si trovi, in particolare chi sperimenta l’emarginazione culturale e sociale”, aggiungono i vescovi.
“Il pensiero va in particolare ai nostri fratelli e sorelle, alle nostre figlie e ai nostri figli, che sappiamo esposti anche in questo tempo a discriminazioni e violenze”, continua la Cei.
“Con Papa Francesco desideriamo ribadire – sottolineano i vescovi che citano l’Amoris Laetitia – che ‘ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignita’ e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza'”.

