Salute

Confcommercio Sicilia scrive ai prefetti: “No chiusure”

Redazione 2

Confcommercio Sicilia scrive ai prefetti: “No chiusure”

Dom, 14/03/2021 - 16:55

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Confcommercio Sicilia ha inviato questa mattina una lettera aperta ai prefetti dell’isola e ai deputati nazionali eletti sul territorio siciliano “per significarvi il grave stato di prostrazione in cui versano i comparti del commercio della nostra isola che, gia’ alle prese con una crisi economica congiunturale, stanno facendo i conti, da un anno a questa parte, con gli effetti nefasti dell’emergenza sanitaria.

Uno stato che potrebbe rivelarsi senza ritorno nel momento in cui da domani, lunedi’ 15 marzo, si acuiranno di nuovo le restrizioni anticontagio, essendo stata la Sicilia collocata in zona arancione, anche e soprattutto in danno a queste attivita’, in particolare pubblici esercizi e operatori della ristorazione”.

“Siamo convinti – prosegue la lettera, firmata dal presidente di Confcommercio Gianluca Manenti – che la tutela della salute debba essere prioritaria ma al contempo non possiamo non considerare che, con riferimento al numero dei contagi, la nostra isola non versi in una condizione tale da determinare il passaggio alla fascia successiva (da gialla ad arancione).

Non pretendiamo, naturalmente, di sostituirci alle autorita’ sanitarie ma di una cosa siamo certi e cioe’ che l’applicazione delle misure protocollari anticontagio, così come stabilito dal Governo nazionale e a cui le varie attivita’ commerciali si sono adeguate, ha fatto sì che le risposte, in termini di contenimento del fenomeno, fossero esaustive, almeno per quanto riguarda gli esercizi in questione”.

Confcommercio fa appello ai prefetti “per richiedere la vostra autorevole sollecitazione nei confronti del Governo nazionale volta a considerare la possibilita’ di adottare misure meno restrittive da localizzare in quelle aree del nostro territorio regionale dove il numero dei contagi risulta essere al di sotto dei parametri.

Ovvero, prevedendo le restrizioni non in maniera generalizzata, così come accadra’ da lunedi’ 15 marzo, ma solo laddove si rende davvero necessario”.

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