Salute

Rassegna Stampa. Acli Caltanissetta: “Riaprite i centri, aiutiamo chi ha bisogno”

Redazione 2

Rassegna Stampa. Acli Caltanissetta: “Riaprite i centri, aiutiamo chi ha bisogno”

Dom, 07/02/2021 - 15:06

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Dalle Acli arriva l’appello alla riapertura dei circoli e ad un maggiore sostegno alle attività che essi svolgono anche in provincia di Caltanissetta.

«Nell’emergenza Covid – si legge in un comunicato diffuso ieri – hanno giustamente avuto priorità assoluta la salute dei cittadini e la tenuta del sistema economico e sociale che, sicuramente, amplificherà le disuguaglianze e rischia di far esplodere oltre un milione di licenziamenti».

«Nessuna attenzione però è stata dedicata ai problemi legati alla socialità – afferma il presidente regionale delle Acli, il nisseno Stefano Parisi -. Il dramma della solitudine per anziani e minori costretti a rinunciare alle consuete abitudini legate ai rapporti interpersonali, è stato ad esempio pressoché ignorato». «Migliaia di associazioni del Terzo settore in tutta Italia, sopratutto presenti nei piccoli comuni, rappresentano l’unica isola dove coltivare, sviluppare e consolidare la socialità.

Associazioni quasi esclusivamente sostenute dall’autofinanziamento e dalle donazioni dei propri soci. Le Acli di Caltanissetta, con i loro 13 circoli presenti in diversi comuni della provincia (Gela, Butera, San Cataldo, Serradifalco, Vallelunga e Mussomeli) – aggiunge il presidente provinciale Santo Burgì, che ieri ha attuato una forma di protesta insieme a Parisi e ad un gruppo di volontari – da sempre rappresentano “un porto sicuro” per gli oltre 3.500 soci e per i cittadini tutti.

Attività legate al recupero delle eccedenze alimentari, alla preparazione e distribuzione di pasti e pacchi alimentari, alle attività ludico-ricreative, all’assistenza nella compilazione di richieste di sussidio e di sostegno al reddito. Tutti i circoli da settembre del 2020, per effetto dei vari Dpcm, sono chiusi. Questo lunghissimo periodo di inattività rischia di non farli riaprire mai più se non si interviene con fondi straordinari finalizzati al sostegno e alla copertura dei costi fissi che continuano a maturare inesorabilmente. L’attuale Fondo straordinario per il sostegno degli enti di Terzo settore, pari a circa 70 milioni, appare evidentemente insufficiente per le oltre 100.000 associazioni censite nel terzo settore.

La riapertura dei circoli, osservando scrupolosamente le norme di sicurezza, è possibile. Assimilarli ai centri culturali, ricreativi o sociali non è corretto». «Le Acli – conclude Parisi – e le altre associazioni di promozione sociale presenti su tutto il territorio regionale possono offrire alle pubbliche amministrazioni un valido sostegno per lenire le sofferenze di chi si ritrova in una condizione di bisogno.

Negli ultimi mesi è aumentato a dismisura il numero delle famiglia che versano in condizione di povertà assoluta. Dobbiamo continuare ad esserci per continuare a svolgere l’azione di promozione sociale che ci contraddistingue e per rispettare la “quarta fedeltà” che Papa Francesco ci ha consegnato: l’amore e l’attenzione per i poveri».

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