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Caltanissetta, Cartelloni pubblicitari oscurati o rimossi. Cosa succede in città?

Redazione 2

Caltanissetta, Cartelloni pubblicitari oscurati o rimossi. Cosa succede in città?

Mer, 10/02/2021 - 10:26

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Da qualche settimana è in corso a Caltanissetta lo smantellamento di vari impianti pubblicitari. Ciò perché l’Amministrazione comunale è ora in condizione di applicare il regolamento generale degli impianti pubblicicati (“Rgip”) approvato nel 2010 dal Consiglio comunale dell’epoca e che per 11 anni non ha trovato attuazione per la pervicace opposizione delle ditte che hanno contestato le nuove modalità operative per l’installazione degli impianti pubblicitari, rivolgendosi prima al Tar e poi anche al Cga.

Il regolamento prevedeva (e prevede, visto che tutti i ricorsi sono stati rigettati) che la concessione degli spazi pubblicitari debba avvenire tramite gara pubblica con aggiudicazione al massimo rialzo. Le ditte hanno però sempre contestato la suddivisione della città in nove microzone, anche perché a questo “nuovo” costo devono aggiungere la tassa di pubblicità all’Inpa, società che opera in concessione per conto del Comune.

Forte degli esiti favorevoli dei ricorsi, negli anni il Comune ha portato avanti la sua azione e nel 2013 il Consiglio ha fissato anche le tariffe per la gara d’appalto, indicando cifre molto elevate (450 euro a metro quadrato per gli impianti di dimensioni più ampie) ma a gara andò deserta.

Trovarono adesioni invece le tariffe fissate dal civico consesso nel 2017 che prevedevano un canone annuo a base d’asta di 40 euro a metro quadrato per gli impianti fino a 1 metro quadrato, di 60 euro a metro quadrato per gli impianti sino a 5,5 metri quadrati, di 80 euro a metro quadrato per gli impianti fino a 8,5 metri quadrati, di 100 euro a metro quadrato per gli impianti superiori a 8,51 metri quadrati. «Malgrado le opposizioni – spiega l’ing. Giuseppe Tomasella, dirigente della direzione Lavori pubblici del Comune – stavolta l’iter non si è bloccato e al bando di gara aderirono sei le ditte. La gara ha avuto luogo nella primavera del 2019 e si è quindi potuto procedere all’assegnazione di sei delle nove microzone, ciò perché probabilmente le altre tre microzone non sono state valutate “appetibili” dalle ditte concorrenti.

Ciascuna ditta infatti avrebbe potuto ottenere l’aggiudicazione di una sola microzona, quella per la quale avrebbe offerto la percentuale di rialzo più alta». L’esito della gara ha visto l’aggiudicazione della microzona 5 alla ditta Promo srl (con la percentuale di rialzo del 51,20%), della microzona 8 alla Kompo Service di Di Salvo & C. (48,20%), della microzona 4 alla Pma srl (40,98%), della microzona 7 alla Alessi spa (40,52%), della microzona 2 a Radio Vela Agrigento srl (15,99%) e della microzona 1 a Infocity Business & Comunication di Fontanazza (11,50%).

«Attualmente – aggiunge l’ing. Tomasella, responsabile unico del procedimento – stiamo procedendo alla rimozione degli impianti appartenenti alle ditte che non hanno titolo a mantenerli nelle microzone non di loro pertinenza. Mi piace segnalare che non ci sono cartelloni di massima dimensione (6×3 metri) in centro storico, e soprattutto che in base a tutto ciò che è stato fatto in tutti questi anni il Comune da quest’anno potrà incassare soldi per la concessione del suolo. In via ipotetica, qualora le imprese decidessero di montare tutti tabelloni 6×3 metri, l’introito sarebbe di circa 190 mila euro l’anno.

Qualora montassero tabelloni di dimensioni inferiori a 1 metro quadrato l’importo si ridurrebbe a 76.400 euro». E sui cartelli di piccole dimensioni collocati all’interno di varie rotatorie cittadine, l’ing. Tomasella chiarisce: «In questi cartelli è soltanto indicata la denominazione della città che ha deciso di prenderla in carico per curarne la manutenzione»

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