Un 2019 in forte ripresa e un 2020 in caduta libera. E’ la fotografia che emerge dall’Annuario 2019 della Siae che analizza l’industria del mondo dello spettacolo. “Raccontare oggi, in pieno ciclone coronavirus, cosa è stato il 2019 per il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento ha un po’ il sapore amaro delle cose perdute”, commenta infatti il presidente Siae Giulio Rapetti Mogol. Sì, perché nel 2019, in un’epoca pre Covid-19 che sembra ormai lontanissima, tutti gli indicatori dell’attività di spettacolo erano stati in terreno positivo rispetto al 2018: aumentati gli eventi proposti (+47.420, +1,10%), oltre 246 milioni di biglietti o abbonamenti acquistati dagli spettatori (+5,82%) con una spesa al botteghino che aveva sfiorato i 2,8 miliardi di euro (+5,49%, la seconda miglior performance degli ultimi 5 anni con 246.383.395 ingressi. Poi, il crollo: confrontando il primo semestre del 2019 con il primo semestre 2020, gli eventi sono diminuiti del 64,18%, sommando attività cinematografica, attività teatrale, attività concertistica, attività sportiva, attività di ballo e concertini, attrazioni dello spettacolo viaggiante, mostre ed esposizioni, attività con pluralità di generi. Gli ingressi sono diminuiti del 61,62%, la spesa al botteghino del 66,95% e la spesa del pubblico del 72,96%.
In termini economici, la spesa del pubblico è diminuita di 1.765.139.363,11 euro, la spesa al botteghino è scesa di 847.072.919,16 euro. In assoluti, nel primo semestre del 2020 ci sono stati 1.437.409 eventi in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. “Purtroppo tutti stiamo vivendo da mesi in un clima di angoscia e preoccupazione, e il settore dello spettacolo, che ha subito ingenti perdite e gravissime ricadute sui livelli occupazionali, è stato tra i primi a chiudere. Basti pensare che nel primo semestre 2020 gli ingressi si sono ridotti complessivamente di due terzi e la spesa del pubblico di tre quarti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, aggiunge Mogol. Dati che, secondo il direttore generale Siae Gaetano Blandini, “ben danno il senso del dramma che, a causa dell’emergenza sanitaria, sta attraversando il settore dello spettacolo e dell’intrattenimento in Italia in tutte le sue componenti, dagli autori agli editori, dagli artisti alle maestranze, dai promoter agli organizzatori”.
E non c’è da stupirsi, visto lo stop per gran parte dell’anno alla maggior parte degli eventi live a causa delle misure anti assembramento. Però, c’è un però. E lo sottolinea Mogol, che precisa che “volgendo lo sguardo al periodo pre-Covid, i dati ci confortano e ci danno fiducia: testimoniano, infatti, in maniera significativa, come il pubblico ritenga parte integrante della propria cultura e delle proprie capacità emozionali la partecipazione agli eventi di spettacolo. Partendo da questo importante presupposto dovremo, perciò, proseguire nel nostro impegno, anche inventando nuove forme di partecipazione”. Infatti, nel 2019 l’attività cinematografica, grazie alla campagna ‘Moviement. Al cinema tutto l’anno’, ha segnato una notevole ripresa facendo registrare un aumento a doppia cifra per quasi tutti gli indicatori, anche in presenza di una crescita contenuta del numero di spettacoli, con gli ingressi al +13,91%. Stesso trend per la spesa al botteghino (+15,26%), la spesa del pubblico (+16,06%) e il volume d’affari (+15,97%). L’attività teatrale conferma la ripresa dell’anno precedente, mantenendo in crescita gli ingressi (+2,81%), la spesa al botteghino (+6,98%), la spesa del pubblico (+5,50%) e il volume d’affari (+5,75%). L’attività concertistica ha continuato nel suo percorso di crescita per gli ingressi (+5,16%), la spesa al botteghino (+4,67%) e il volume d’affari (+4,26%). Il settore dei concerti di musica leggera è quello che ha registrato le più alte performance di risultato.Insomma, un 2019 che aveva segnato una vera ripresa nel settore, affossato da un inizio 2020 in profondo rosso, destinato a riprodursi anche in questi ultimi mesi dell’anno. Con la speranza che il 2021 sia l’anno di uscita dalla pandemia e che l’industria dello spettacolo possa riprendere dai dati positivi che aveva lasciato in epoca pre Covid-19.

