Salute

Catania, usura a ristorante in crisi: tassi oltre 120%, arresto durante il pagamento della “rata”

Redazione

Catania, usura a ristorante in crisi: tassi oltre 120%, arresto durante il pagamento della “rata”

Mer, 18/11/2020 - 09:52

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Un ristoratore in forte difficolta’ economiche a causa della crisi creata dal coronavirus finisce nelle mani dell’usura, costretto a restituire il denaro preso in prestito con tassi di oltre il 120% su base annua. La storia arriva da CATANIA, dove la guardia di finanza ha arrestato in flagranza di reato un 56enne di Misterbianco, Francesco Caccamo, accusato di usura ed estorsione. L’indagine della procura etnea, portata avanti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle, e’ partita dall’esame della situazione finanziaria dell’imprenditore catanese che aveva maturato nel tempo un grosso debito nei confronti di Caccamo: quest’ultimo, secondo il racconto della guardia di finanza, aveva prestato in piu’ tranche 19mila euro al ristoratore che li aveva utilizzati per proseguire la propria attivita’.

A fronte di questo prestito l’imprenditore avrebbe dovuto restituire la somma con delle rate a u tasso superiore al 120% su base annua. Caccamo avrebbe anche minacciato “di gravissime ritorsioni – dicono gli investigatori – sia l’imprenditore ce i suoi familiari” nel caso in cui non fosse rientrato dal debito “facendo anche riferimento – e’ il resoconto della guardia di finanza di Catania – al possibile intervento di soggetti inseriti in contesti criminali”.

Le fiamme gialle sono intervenute al momento del pagamento dell’ultima rata, avvenuto in pieno centro di Catania. Contestata la consegna di 650 euro dell’ultima rata del prestito, e’ stata effettuata una perquisizione nell’abitazione di Caccamo dove sono stati scoperti e sequestrati cinquemila euro in contanti, dieci assegni del valore complessivo di sessantamila euro, smartphone e documenti da cui si evince la “contabilita’ in nero attestante – dicono le fiamme gialle – il prestito usuraio”. L’arresto di Caccamo e’ stato convalidato dal gip del tribunale di Catania e l’uomo si trova ora in carcere

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