Salute

Coronavirus, Palermo in rivolta: “Tu ci chiudi tu ci paghi”

Redazione 2

Coronavirus, Palermo in rivolta: “Tu ci chiudi tu ci paghi”

Mer, 28/10/2020 - 08:24

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Coronavirus, Palermo in rivolta: “Tu ci chiudi tu ci paghi”

Oggi, alle 18, il popolo palermitano delle partite Iva, ma anche precari, venditori ambulanti, tassisti e lavoratori dello spettacolo si sono dati appuntamento ai Quattro Canti.

Prosegue la mobilitazione in Sicilia contro il nuovo Dpcm nazionale. Catania, Vittoria, Messina, Siracusa, Palermo sono solo alcune delle città in cui nei giorni scorsi negozianti, piccoli imprenditori, ristoratori, baristi, titolari di pub sono scesi in piazza per protestare contro la chiusura dei locali alle 18. 

“Tu ci chiudi, tu ci paghi. La Sicilia non molla” è lo slogan che ha accompagnato i vari presidi e cortei in giro per l’Isola e il nome di gruppo Facebook che ieri in poche ore ha raggiunto quasi 600 iscritti, soprattutto da parte di esercenti palermitani che hanno deciso di costruire un vero e proprio fronte comune per ottenere subito reddito e indennità e contemporaneamente la sospensione delle tasse, degli affitti e delle bollette. Oggi alle 18 il popolo delle partite Iva, ma anche precari, venditori ambulanti, tassisti e lavoratori dello spettacolo si sono dati appuntamento ai Quattro Canti.

Dai Quattro Canti qui i manifestanti si sposteranno verso piazza Indipendenza per raggiungere Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione. “La salute prima di tutto. Siamo d’accordo, ma qui se non moriremo di Coronavirus, moriremo di fame – dice Giovanni Siragusa, giovane palermitano che fino a qualche mese fa lavorava in un bar di famiglia che ha dovuto chiudere battenti definitivamente durante il lockdown -. Ci sta bene che si chiuda tutto, se questo serve a contenere la diffusione del virus, ma prima si approvi una manovra finanziaria che faccia arrivare i soldi immediatamente a chi non potrà più lavorare”.