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L’Italia resterà ferma dopo il 3 aprile: l’allungamento dello stop è certo

Redazione

L’Italia resterà ferma dopo il 3 aprile: l’allungamento dello stop è certo

Dom, 29/03/2020 - 21:53

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L’Italia resterà ferma dopo il 3 aprile: l’allungamento dello stop è certo

«Le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta”.

Lo ha detto a “L’Intervista di Maria Latella” su Sky TG24 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

E’ ormai chiarissimo che si andrà a un allungamento del lockdown probabilmente intanto di 15 giorni dopo la scadenza del 3 aprile. Ma è anche chiarissimo che la riapertura sarà un processo lungo, a tappe. Con possibili nuovi blocchi qualora si dovessero ripresentare focolai. Eche gli ultimi ad aprire saranno – pare inevitabile – i luoghi a maggiore affollamento come bar, ristoranti, discoteche, ma anche stadi, musei. Tutti dovranno pensare a misure eccezionali per assicurare il distanziamento sociale.

Le spiegazioni di questa esigenza sono ben delineate in questo articolo di 24+ che analizza le possibili evoluzioni dell’epidemia.

Lo ha ribadito anche il virologo Fabrizio Pregliasco per il quale le attuali misure di rigore ed isolamento “saranno necessarie ancora per settimane, ma quando si avrà la riapertura del Paese sarebbe opportuno effettuarla gradualmente per quanto riguarda le aziende, sulla base
dell’utilità sociale delle produzioni”. Non solo: “Opportuno sarebbe anche prevedere una tempistica differenziata per il ritorno alla vita sociale e
l’uscita da casa, con le fasce anziane e fragili che andrebbero protette in modo particolare».

Insomma, la politca e il mondo della scienza stanno questa volta preparando gli italiani all’idea che la ripresa non potrà che essere parziale e progressiva.

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora haannunciato in un’intervista a Repubblica che lunedì 30 proporrà l’estensione del blocco delle competizioni sportive fino al 30 aprile.

«Se andiamo a vedere i dati di ieri, mi viene da pensare che la data del 3 aprile sia troppo ravvicinata per dire che verrà riaperto tutto» , aveva iniziato a dire sabato 28 i l ministro dell’Interno Lamorgese.

Più netto il virologo Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. La la situazione è «ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve». Sulla stessa linea Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale. «Per la fine delle misure di isolamento sociale e per una riapertura di aziende e scuole è ancora presto, realisticamente bisognerà aspettare almeno fine aprile».

«II Paese – ha spiegato l’epidemiologo Pierluigi Lopalco – sarà effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona, ma è difficile dire ora quando ciò accadrà. Ci sono ancora troppe incognite – sottolinea – e sarà necessaria ancora qualche settimana di sorveglianza stretta dei casi».

Dunque di sicuro resteranno chiuse le scuole. «Ci sarà una proroga – ha detto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: si andrà oltre il 3 aprile», sottolineando anche che «notizie sulla didattica a distanza a luglio non hanno alcun fondamento. Non c’è alcun motivo per andare a luglio o agosto: e le strutture scolastiche non sono idonee».

Di una ripresa che sarà parziale e graduale ha incominciato a parlare anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. «Anche se è prematuro immaginarlo, la ripresa delle attività sarà probabilmente a step, a tempi diversi» e ha annunciato che sta analizzando come potremo rimodulare le infrastrutture, dalle metropolitane alla banda larga e come usufruire degli spazi pubblici. «Mi devo occupare del piccolo tessuto economico e culturale di Milano».

Anche in Uk Jenny Harries, deputy chief medical officer, ha detto che potrebbero essere necessari fino a sei mesi prima che i britannici possano tornare alle loro vite “normali”. Parlando al briefing quotidiano con la stampa, ha affermato che le misure di blocco potranno essere gradualmente ridotte ma che le restrizioni potranno essere abbandonate in modo lento: una riapertura improvvisa sarebbe “abbastanza pericolosa”.