I Fatti del Grillo Parlante: “I laboratori creativi, che bello lavorare ccu i picciriddi”

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I MIEI RACCONTI BREVI

Ci sono delle pratiche deplorevoli che sono meritevoli di biasimo: i laboratori creativi per bambini, “Ma cchi ssu sti cosi?” Ma esistevano quando eravamo “nichi” noi? Sarà un’invenzione moderna? In “illo tempore” noi eravamo i creativi di noi stessi, eravamo in grado di inventare giochi nuovi, con quello che avevamo, nessuno ci ha mai dato indicazioni, i giochi venivano tramandati da bambino grande in bambino più piccolo…in strada, nel quartiere, nel cortile.
Si sa i tempi cambiano, ma non sempre si evolvono. Adesso la situazione in generale è diversa, c’è piu apprensione, giustificata da ciò che riportano i mezzi d’informazione. Grazie ad internet le notizie rimbalzano velocemente da una parte all’altra del pianeta, e di conseguenza si è un po’ più protettivi, giustamente, nei confronti dei più piccoli. I bambini non crescono più “ammizzu a strata” o all’oratorio.
Ma bisogna fargliela fare qualcosa a codesti pargoli, non possono stare tutto il dì davanti la tv (dietro non vedrebbero nulla, cit.) od a giocare con il computer (smartphone e tablet ormai sono alla stessa stregua dei sedativi). Ed allora ben vengano tali laboratori creativi, di ogni sorta e genere: di musica, di pittura, di teatro, di giardinaggio, di pasticceria, di cucina…ed ancora laboratori..e laboratori…
Mi “whatsappa”(a proposito di modernità) Giorgia D’Amico, che gestisce la ludoteca “c’era una volta “, mi comunica la sua intenzione di organizzare un laboratorio di cucina e di pasticceria: “ok, ti metto in contatto con un cuoco ed un pasticciere” “no, quello di cucina voglio che lo faccia tu” “minchia(virgola, ci va sempre la virgola dopo minchia), ma io non sono un vero e proprio cuoco, anche se so cucinare e sono trent’anni che bazzico in cucine e pizzerie” “ci sai fare con i bambini?” “Certo, io SONO un bambino”, praticamente si tratta di fare merenda con i miei coetanei.


Con il supporto della dottoressa Barbara Grillo, educatore pedagogista, e la collaborazione del mio fraterno amico, nonché spacciatore di nuvole, Davide Miracolini, diamo vita al suddetto laboratorio creativo.
Il primo giorno con i miei nuovi amichetti ci siamo dilettati nella preparazione degli hamburger: “sono squisitissimi”, ha commentato Ginevra che ne ha ingurgitati due. Ho spiegato loro che quando ero “carusiddu” si chiamavano “svizzerine”.
Il secondo giorno abbiamo preparato le crêpes con la nutella e con Davide le nuvole: “bambini mettete le uova ed “arriminate” velocemente” “che vuol dire arriminate?” “Ah scusate dimenticavo che siete di Bolzano”. I bambini non conoscono il significato di “arriminate”, io rimasi a dir poco basito. Ma che genitori frequentano questi piccoli abitanti della Trinacria, culla di civiltà antiche e millenarie, non conoscono neanche i primi rudimenti del sapere siculo. A quel punto bisognava intervenire con fermezza e andava introdotto un laboratorio nel laboratorio. Ho fatto ripetere, a tutte le piccole creature sicule, il presente indicativo di “ammuttare”: aveva appena fatto il suo primo vagito il mini laboratorio della “lingua” siciliana.
Commento di Davide: “sulu tu mi po fa fari sti così”.


GRAZIE A GIORGIA D’AMICO PER AVERMI INVITATO NELLA SUA LUDOTECA E DATO LA POSSIBILITÀ DI INTERAGIRE CON I MIEI VIVACI COETANEI.

P.S.: “Davidù, ti rendi conto che per trent’anni abbiamo avuto a che fare con gli “armali”, guarda che bello lavorare “ccu i picciriddi”
“Alfonsì, a verità è”.

N.B.: per “armale” si intende una creatura subumana, dedita all’eccessivo e fastidioso sollazzo notturno, che fa il suo esordio nelle serate gaudenti in forma di bipede ma può trasformarsi nelle ore successive in quadrupede, con grande disagio da parte del disk jockey (Miracolini) e del gestore (me medesimo) di taluni luoghi di perdizione.

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