CALTANISSETTA – A seguito di una denuncia partita dal presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, un imprenditore di Serradifalco (CL), va in giudizio per aver falsificato la documentazione attestante il possesso dei requisiti per ottenere l’autorizzazione all’ampliamento di un opificio nella zona industriale di Grottadacqua (Serradifalco). Questa l’ipotesi dell’accusa.
Italo Corsino, 36 anni, titolare della Zoot 2000, società di macellazione di carni con sede legale in contrada Bigini a San Cataldo (CL), dovrà comparire in udienza dal Giudice monocratico, Valentina Amenta, il prossimo 20 marzo 2015, come disposto dal sostituto Procuratore Cristina Lucchini.
Gli viene contestato il reato (di cui agli art. 477-482 c.p.), ovvero la falsificazione della documentazione inerente i requisiti previsti dal regolamento per l’insediamento delle attività nelle aree industriali. Inoltre la copia del certificato, recava la cosiddetta “dichiarazione antimafia” che non era più esitabile dalla Camera di commercio sin dall’anno precedente.
Parte offesa nel procedimento è l’Irsap Sicilia. L’Istituto regionale attività produttive si costituirà parte civile al processo.
L’imprenditore nel 2013 intendeva ampliare il proprio opificio nella zona industriale di Grottadacqua, e per farlo aveva avviato la procedura amministrativa presso l’ex consorzio Asi di Caltanissetta e al Suap del comune di Serradifalco, presentando un certificato palesemente contraffatto. Il certificato camerale era frutto di un collage di un estratto rilasciato nel 2009 da un operatore contraddistinto da un codice, con due pagine di un altro certificato rilasciato nel 2012, e recanti il codice operatore diverso.
Un presunto “falso” che non è passato inosservato all’Irsap, dopo i controlli incrociati con la Camera di Commercio e artigianato di Caltanissetta.
Oltre alla costituzione di parte civile, l’Irsap ha già chiesto alla Prefettura di poter verificare, tra le informazioni contenute nella documentazione presentata, la dichiarazione sostitutiva attestante l’inesistenza delle cause di divieto, sospensione e decadenza conseguenti alle misure di prevenzione.

