CALTANISSETTA – “Per la strage di Capaci e’ stata utilizzata piu’ di una tonnellata di esplosivo con una predominanza di tritolo”. Ad affermarlo sono stati due consulenti tecnici, Claudio Minero e Marco Vincenti, deponendo nell’ambito del processo per la strage di Capaci che si svolge davanti alla corte d’Assise di Caltanissetta. Cosa nostra all’epoca disponeva di una gran quantita’ di esplosivo e lo dimostrano i sequestri effettuati negli anni successivi alla stagione stragista. Furono sequestrati ingenti quantitativi di esplosivo in contrada Giambascio nel deposito di Brusca (60 chili), nei fondali del mare di Trapani, a Termini Imerese (84 chili), a Brancaccio (125 chili) e a Misilmeri. Si tratta di esplosivo che viene in genere fornito dai pescatori. A Capaci l’esplosione “non e’ stata delle migliori cosi’ come poteva essere se ad entrare in azione fosse stato un vero e proprio artificiere”. Tuttavia, hanno aggiunto, lo scopo venne raggiunto e l’attentato fu particolarmente potente proprio perche’ “venne utilizzato una gran quantita’ di esplosivo tanto da lasciare un cratere sull’autostrada”. I due testi hanno anche aggiunto che “per comporre una tonnellata di esplosivo sono stati utilizzati molti ordigni. Buona parte dell’esplosivo sarebbe stata ricavata a mare dalle bombe sganciate dagli aerei militari degli alleati durante la seconda guerra mondiale”. Il processo riprendera’ il 3 febbraio alle 15.30 al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta.
Corte d’Assise di Caltanissetta, Capaci Bis: periti “per strage utilizzata più di una tonnellata di esplosivo”
Ven, 23/01/2015 - 12:29
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