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Corleone, vittime del ‘pizzo’ collaborano con gli investigatori: 4 arresti nell’operazione “Grande Passo 2”

Redazione

Corleone, vittime del ‘pizzo’ collaborano con gli investigatori: 4 arresti nell’operazione “Grande Passo 2”

Mar, 27/01/2015 - 13:11

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CORLEONE –  Per la prima volta a Corleone, il paese per decenni capitale di Cosa Nostra e regno dei boss Toto’ Riina e Bernardo Provenzano, vittime del ‘pizzo’ hanno collaborato con gli investigatori e hanno denunciato i loro aguzzini. Anche grazie alle dichiarazioni di chi subiva estorsioni, sono state portate a termine le indagini sfociate la scorsa notte dell’operazione “Grande passo 2” condotta dai carabinieri con il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Leonardo Agueci, e dei sostituti Sergio De Montis e Caterina Malagoli. L’attivita’ investigativa ha sviluppato spunti che gia’ con la prima operazione “Grande passo” nel settembre del 2014 avevano portato a individuare gli esponenti delle famiglie mafiose di Corleone e Palazzo Adriano, delle quali sono stati delineati piu’ in dettaglio gli assetti e sono stati stati ricostruiti i rapporti con il confinante clan di Villafrati. Le manette sono scattate ai polsi di  Ciro Badami, detto Franco, 69 anni; Francesco Paolo Scianni, 65 anni; Antonino Lo Bosco, 85 anni; Pietro Paolo Masaracchia, 66 anni. Per tutti il reato contestato e’ estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I quattro arrestati sono accusati a vario titolo di aver partecipato alla riscossione del ‘pizzo’ e uno di loro e’ indicato come uomo di fiducia e fiancheggiatore del boss Antonino Di Marco, finito in carcere con la prima operazione “Grande Passo”.

Quattro le estorsioni ricostruite, ai danni di imprenditori dell’edilizia e del commercio, questi ultimi taglieggiati nelle fasi sia dell’apertura sia della gestione dei loro esercizi. Ma questa volta il muro dell’omerta’ si e’ infranto e le vittime hanno denunciato. Secondo quanto riferito, le tangenti dovevano essere versate sia nel proprio paese di origine sia in quello dove l’attivita’ economica si svolge. Il ‘pizzo’ veniva imposto anche per l’esecuzione di lavori di edilizia privata e una delle vittime ha dovuto pagare due volti, a due diversi mafiosi che erano in contrapposizione tra loro.

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