CALTANISSETTA – Cari Cittadini, quanti di noi, sapendo di dover rimborsare le rate del mutuo per la casa e di vari finanziamenti e sapendo di un probabile taglio dello stipendio, contrarrebbero altri debiti per cambiare il pavimento del salone di casa e per cambiarne l’arredo? Credo pochi.
E tra questi pochi, purtroppo, rientrano i nostri Amministratori che, in una situazione di debito ormai insostenibile, di vecchia e di attuale origine e, dinanzi alla prospettiva di una probabile riduzione dei trasferimenti statali, cosa fanno? Continuano con la loro sistematica prassi, molto discutibile e poco trasparente, di affidare le progettazioni, gli incarichi e le forniture senza concorsi o gara pubblica, facendo ricorso allo strumento dell’affidamento diretto.
Non voglio aggiungere alcun altro aggettivo a questo sistema di rapporti pubblico – privato, prima che sia stato pubblicato l’elenco dei progettisti e dei professionisti beneficiari.
Lascio a voi Cittadini il compito di qualificare un siffatto metodo dopo che, il Sindaco, per ognuno dei detti incarichi, avrà fornito la sua doverosa giustificazione della preferenza accordata.
Per quanto mi riguarda ritengo che ognuno di noi, a casa propria, può pure affidare un incarico al fratello, al cugino, all’amico o al conoscente, avvocato piuttosto che architetto o ingegnere, per riguardo del vincolo di sangue o di affinità, ma nella Pubblica Amministrazione non può funzionare così.
E’ sbagliato il metodo perché preclude di operare una scelta ponderata, dopo avere acquisito diverse esperienze e, con riguardo ai progetti di opere pubbliche, dopo aver esaminato diverse soluzioni progettuali.
E’ devastante il messaggio che giunge ai cittadini e ai nostri giovani: per lavorare non occorre essere i più bravi o i più tenaci, basta avere, se non un parente, almeno un amico in amministrazione o un faccendiere ad essa vicina e diventarne servizievole cliente.
I nisseni non meritano ciò.
Colgo l’occasione per augurare ai nisseni che tradizionalmente approfittano della pausa ferragostana per una breve pausa lavorativa, di potersi rinfrancare dalle fatiche per affrontare una ripresa che si preannunzia più difficile ed impegnativa del solito; spero anche che possano trovare un momento per riflettere sulla profonda crisi di valori civici che l’operato amministrativo del Sindaco e della sua Giunta, più o meno consapevolmente, denota e che sappiano reagire con sdegno a quanti pretendono di trasformarli da cittadini, titolari di diritti e doveri, in clienti a caccia di favori.
Giuseppe Curcio

